Trimestrale Nvidia placa i timori di bolla AI, ma Wall Street esulta a metà. Ecco perché
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Nvidia supera le attese, ma non impressiona. Il colosso dei chip AI ha sfornato ieri sera numeri record e anche le previsioni per il trimestre in corso sono andate oltre le attese degli analisti, comportando però una reazione abbastanza tiepida del mercato.
Trimestre da record
Nvidia ha registrato un utile per azione (Eps) di 1,62 dollari e ricavi di 68,1 miliardi di dollari, in entrambi i casi oltre le attese di consensus che erano rispettivamente di 1,53 dollari e 65,8 miliardi di dollari. Riscontri che si confrontano con Eps di 0,89 dollari e un fatturato di 39,3 miliardi di dollari nello stesso trimestre di un anno prima.
Il data center di Nvidia ha guidato la fetta principale di questa crescita, con 62,3 miliardi di dollari di ricavi nel periodo, anche in questo caso meglio delle proiezioni degli analisti che erano ferme a 60,2 miliardi. “I ricavi derivanti dagli hyperscaler – spiega Nvidia – sono aumentati e sono rimasti la nostra categoria di clienti più numerosa, con poco oltre il 50% dei ricavi dei Data Center, mentre la crescita è stata guidata dal resto dei nostri clienti dei Data Center con la diversificazione dei ricavi”.
Il gaming, che offre chip grafici che un tempo rappresentavano la maggior parte dei ricavi di Nvidia, ha generato vendite per 3,73 miliardi, sotto i 4,01 miliardi di dollari del consensus.
Il margine lordo rettificato, la percentuale del ricavo residuo dopo detrazione dei costi di produzione, si attesta al 75,2%.
Le azioni Nvidia sono arrivate a guadagnare oltre il 3% nell’after hour dopo la diffusione dei conti per poi ritracciare a +1,2% con gli investitori in parte delusi dalla guidance che non è andata oltre le stime degli analisti più ottimisti.
La guidance convince a metà
L’azienda di Santa Clara ha inoltre diffuso una previsione per il primo trimestre 2026 di ricavi tra 76,44 miliardi e 79,56 miliardi di dollari, sopra le stime di Wall Street che era ferme a 72,8 miliardi di dollari. Ma alcuni analisti avevano previsto cifre vicine agli 80 miliardi, secondo i dati raccolti da Bloomberg.
Nvidia ha ribadito che non includerà alcun ricavo dei data center in Cina nelle sue previsioni di vendita del primo trimestre. L’azienda ha comunque indicato di aver ottenuto questo mese una licenza statunitense per spedire “piccole quantità” dei suoi chip H200 ai clienti della nazione asiatica. La licenza richiede che i chip passino attraverso un’ispezione statunitense prima di poter essere spediti ai clienti, e sono soggetti a dazi del 25% quando entrano negli Stati Uniti.
“Ad oggi, non abbiamo generato alcun ricavo nell’ambito del programma di licenza H200 e non sappiamo ancora se saranno ammesse importazioni in Cina”, ha detto Nvidia.
Il ceo Huang scaccia i timori di uno sboom
Gli investitori in questa fase si interrogano sui rischi che il boom della spesa per l’intelligenza artificiale si plachi. Il ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha ribadito che tali preoccupazioni sono infondate, affermando che ci vorranno anni per sostituire la base installata mondiale di computer più vecchi con macchine che offrano un salto in avanti in termini di produttività.
“I nostri clienti stanno correndo per investire nel calcolo AI — le fabbriche che alimentano la rivoluzione industriale dell’IA e la loro crescita futura,” ha dichiarato Huang nella dichiarazione.