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Nasdaq in correzione a -10% dai massimi e crollo Netflix. Prossimo step mercato Orso? Ecco cosa è successo in passato

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La trimestrale di Netflix ha aggiunto benzina sul fuoco del sell-off che sta caratterizzando il settore tecnologico. Il Nasdaq aveva già chiuso mercoledì a livelli oltre il 10% sotto i massimi, entrando così in territorio di correzione. E ieri è andata in scena un nuovo sell-off sul finale di giornata con Dow Jones che ha ceduto lo 0,89%, mentre il Nasdaq è andato giù dell’1,3%.

Stamattina i futures sul Nasdaq segnano oltre -1% complice anche la delusione arrivata da Netflix che dopo la chiusura dei mercati ha detto di prevedere una debole crescita degli abbonati nel primo trimestre. Il titolo Netflix è crollato del 20% nelle contrattazioni afterhours di Wall Street dopo la pubblicazione dei conti del IV trimestre 2021. Il numero di abbonati di Netflix è cresciuto su base netta di 8,28 milioni di unità, meglio della crescita di 8,19 milioni stimata dagli analisti. Per il primo trimestre di quest’anno, il colosso dello streaming prevede una crescita degli abbonati, su base netta, di 2,5 milioni, decisamente al di sotto dei 3,98 milioni di nuovi abbonati del primo trimestre del 2021, e molto sotto dei 6,93 milioni attesi dagli analisti, secondo le stime di StreetAccount.

Da -10 a -20%, è successo più di una volta su tre

Con i cali di ieri il Nasdaq 100 è entrato in territorio correttivo a -10,4% dai massimi. Come sottolinea su Twitter il giornalista finanziario Holger Zschäpitz, il Nasdaq dalla sua nascita (1971) ha corretto a oltre -10% ben 66 volte, di queste 24 volte (37%) si sono trasformate in un mercato Orso (oltre -20%) anche se recentemente le correzioni sono servite come opportunità di acquisto.

Jeremy Grantham, investitore celebre per le chiamate di bolle di mercato, ieri ha affermato che lo storico crollo delle azioni che aveva previsto un anno fa è in corso e persino l’intervento della Federal Reserve non può impedire un crollo di quasi il 50%. Grantham, co-fondatore del gestore patrimoniale di Boston GMO, descrive le azioni statunitensi come in una “super bolla”, Come successo nel crollo del 1929, nel crollo delle dot-com del 2000 e nella crisi finanziaria del 2008, l’investitore è certo che questa bolla scoppierà. Questo implica a suo avviso che l’S&P 500 scenderà di circa il 45% dalla chiusura di mercoledì – e del 48% dal picco del 4 gennaio – a un livello di 2500.