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Mutui ancora in crescita, trainati dai tassi bassi. Ma a ottobre domanda ritraccia su timori Covid

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Nel primo semestre dell’anno, il valore aggregato delle nuove erogazioni di mutui registra una crescita incoraggiante con un +10% rispetto allo stesso periodo del 2019. La dinamica di crescita dimostra quindi come gli Istituti di credito siano riusciti, nonostante le restrizioni, a portare a termine una larga parte delle nuove operazioni di mutuo avviate dalle famiglie italiane fra fine 2019 e inizio 2020. Non solo. Dopo il forte rallentamento del periodo di lockdown, nei quattro mesi successivi si è consolidato un percorso di ripresa, con aumenti pari a +13,3% a giugno, 30,1% a luglio, +33,7% ad agosto e +13,0% a settembre.

Uno dei fattori che in questa delicata fase ha sostenuto maggiormente la domanda e le erogazioni di nuovi mutui è il livello dei tassi (indici Irs) che da mesi restano a valori prossimi allo zero, in alcune occasioni scendendo addirittura in terreno negativo. Ma anche dalla domanda di surroghe che rimane sostenuta (sul canale hanno rappresentato nel terzo trimestre circa il 46% del totale). Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it

Tuttavia, le rilevazioni relative alle prime tre settimane di ottobre mostrano una brusca interruzione della dinamica positiva (con una flessione prossima al -8%) che potrebbe essere riconducibile anche alla crescente preoccupazione delle famiglie per il veloce aumento dei casi di positività al Covid-19 in Italia e alla conseguente riprogrammazione degli impegni di spesa più onerosi, come nel caso dell’acquisto di un’abitazione.