Notizie Notizie Italia Mps, polverone su Palermo. Ecco perché non convince. Il proxy Iss dice sì senza convinzione

Mps, polverone su Palermo. Ecco perché non convince. Il proxy Iss dice sì senza convinzione

31 Marzo 2026 08:23

Alta tensione su Mps a poco più di due settimane dall’assemblea chiamata a rinnovare il cda. Ieri è arrivata l’attesa prima indicazione per i soci nella partita per il rinnovo dei vertici, con il proxy advisor Iss che appoggia, con qualche riserva, la lista del consiglio uscente capitanata dal candidato ad Fabrizio Palermo. Parallelamente si susseguono indiscrezioni circa i dubbi della Bce sui requisiti dello stesso Palermo per ricoprire tale ruolo.

Iss dice sì a lista Palermo con riserva

Il proxy Iss, con insieme a Glass Lewis sarà punto di riferimento per i fondi istituzionali che detengono oltre metà del capitale, non ha mancato di riconoscere che la proposta alternativa di Plt Holding – che vede spiccare il nome dell’ad Luigi Lovaglio – contenga elementi validi, ma non convince nella sostanza. Un cambio totale del board accompagnato dal ritorno dell’attuale ad, secondo il proxy, non rappresenta una soluzione adeguata in questa fase. Da qui l’indicazione a votare la lista proposta dal cda, che però non è esime da critiche.

Tra i 20 nomi presenti nella lista ben otto fanno storcere il naso a Iss. A partire dal capolista e presidente Nicola Maione e da Domenico Lombardi, capo del comitato nomine di Mps. A detta di Iss il processo che ha portato alla lista del cda solleva preoccupazioni rilevanti “specie riguardo a trasparenza, pianificazione della successione e responsabilità complessiva”. Non comnvince neanche il nome di Alessandro Caltagirone, figlio del secondo socio della banca con l’11,5% e quindi non indipendente, come pure Elena De Simone; altri cinque nomi sono tacciati di avere profili poco integrabili con un’ideale composizione del cda futuro.

L’attuale ceo di Acea non entusiasma

Il sostegno all’ad Palermo appare più pragmatico che convinto. Iss sottolinea come il profilo dell’ex Cdp presenti elementi di discontinuità rispetto a Lovaglio, ma non nasconde alcune perplessità: in particolare, viene evidenziata l’assenza di una esperienza diretta alla guida di una grande banca commerciale comparabile con il nuovo perimetro di Mps.

Proprio su questo aspetto si concentrano le crescenti polemiche delle ultime ore che vedono la Bce molto dubbiosa sulla scelta dell’attuale ad di Acea. L’agenzia Reuters ha parlato di presunte riserve della Banca centrale europea proprio sull’idoneità di Palermo, citando fonti anonime secondo cui l’esperienza in Cdp – priva di licenza bancaria – non sarebbe pienamente allineata ai requisiti richiesti.

Tuttavia, queste ricostruzioni non trovano conferme ufficiali. Anzi, secondo diverse fonti di mercato, la vigilanza di Francoforte non avrebbe espresso alcun giudizio formale, anche perché la valutazione “fit and proper” avviene solo dopo la nomina. Un eventuale intervento della Bce, quindi, sarebbe successivo e difficilmente si tradurrebbe in uno stop, ma al massimo in raccomandazioni o richieste di integrazione delle competenze.

La lettera rivelata dal FT

A rafforzare il clima di incertezza è quanto riportato sempre ieri dal Financial Times, che ha rivelato l’esistenza di una lettera inviata dalla Bce il 6 marzo. Nel documento, la vigilanza invita il board di Rocca Salimbeni ad agire nell’interesse dell’intera banca e non di singoli azionisti, un passaggio letto da molti come un richiamo indiretto alle tensioni interne e alle dinamiche che hanno portato alla scelta di Palermo fortemente caldeggiato da Francesco Gaetano Caltagirone.

Un elemento che si intreccia con le critiche più dure mosse da Iss proprio sul processo decisionale. Il proxy advisor parla apertamente di “preoccupazioni rilevanti” su trasparenza, pianificazione della successione e responsabilità complessiva del board. Non solo: invita gli investitori a bocciare diversi candidati della lista.

Se da un lato l’appoggio di Iss rappresenta un vantaggio decisivo in vista dell’assemblea, dall’altro le criticità sollevate mostrano una governance ancora sotto esame.