Mps, ai supplementari il nodo nomine. Sotto esame il regolamento per la lista del cda
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La governance futura del Monte dei Paschi va ai supplementari, ed è rinviata al 28 gennaio. Ieri il cda ha rimandato la decisione sul regolamento del comitato nomine che vieta all’ad Luigi Lovaglio di partecipare alla stesura della lista per il rinnovo dei vertici ad aprile perché indagato dalla procura di Milano.
Ma il tempo stringe: il 4 febbraio l’assemblea straordinaria deve approvare – “previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni” – le modifiche statutarie che introducono anche a Siena la lista del cda.
Intanto la banca ha reso noto che il 9 febbraio ci sarà il cda per l’approvazione dei conti 2025 e il 15 aprile l’assemblea per il rinnovo del cda.
La decisione del cda
Il consiglio del Monte, dopo aver “preso atto della proposta” messa a punto dal comitato nomine, ha “deciso di effettuare ulteriori approfondimenti” con l’obiettivo di “giungere all’approvazione del regolamento in tempi rapidi e con una chiara formalizzazione delle regole di governance”. Del regolamento il cda tornerà a parlare il prossimo 28 gennaio “al fine di effettuare le opportune valutazioni ed assumere le conseguenti delibere”.
Da tempo si rincorrono rumors di stampa sul destino del ceo Luigi Lovaglio artefice della scalata su Mediobanca.
Il ruolo di Bruxelles
La vigilanza della Bce, dopo aver bocciato il principio di residualità che faceva decadere la lista del cda in presenza di liste dei grandi soci concorrenti, starebbe ora analizzando con molta attenzione anche il regolamento. La proposta del comitato nomine aveva fatto discutere in quanto prevedeva l’esclusione dei consiglieri sottoposti a indagine penale dai lavori per la lista. Una prescrizione che, benché di carattere generale, intaccava nei fatti le prerogative dell’amministratore delegato, Luigi Lovaglio indagato per il presunto concerto su Mediobanca che potrebbe creare problemi nella definizione della lista con soci coinvolti nella stessa inchiesta.
L’indicazione proveniente dal comitato nomine, di fatto, pur non precludendone la riconferma, ne ha indebolito la posizione, in una fase di tensioni in consiglio anche in merito al destino di Mediobanca. La decisione di non procedere con l’adozione della proposta del comitato nomine è stata presa “su indicazione del presidente Nicola Maione”, non sempre in linea con Lovaglio, e “con il consenso di tutti i consiglieri”, dunque anche quelli che siedono nel comitato nomine.
Gli schieramenti
A bocce ferme, il banchiere ha il sostegno esplicito di Delfin, primo azionista del Monte con il 17,5%, e quello del Tesoro (4,9%). Lovaglio ha nel ministro Giorgetti un grande estimatore. Il gruppo Caltagirone (10,3%) ha invece rinviato le sue valutazioni all’assemblea e alle consultazioni sulla lista, respingendo le accuse di manovrare contro Lovaglio e parlando di “confronto interno” al cda. Che, da parte sua, assicura che gestirà “con massima trasparenza ed efficacia la procedura di formazione della lista” che andrà al voto dell’assemblea sul rinnovo del consiglio, il prossimo 15 aprile.
Indiscrezioni e analisti
In base alle indiscrezioni, la bozza escluderebbe il ceo Lovaglio – in quanto indagato – sia dalle consultazioni con gli azionisti sia dal processo di selezione dei candidati, oltre che dal voto finale sulla lista. “In ogni caso, l’eventuale esclusione di Lovaglio dalle consultazioni con i soci e dalla selezione dei candidati non implicherebbe automaticamente l’impossibilità di una sua riconferma nel ruolo di ceo”, commenta Equita. “Riteniamo che in questa fase una piena chiarezza sulla governance della banca sia fondamentale, in particolare con riferimento alla strategia su Mediobanca, al processo di integrazione e alla concreta capacità di realizzare le sinergie attese”, concludono gli analisti.