Misure Bce non bastano a Piazza Affari, chiusura a -0,5% con titoli oil in affanno
Le nuove misure ultra-espansive varate dalla Bce non sono bastate oggi ai mercati con Piazza Affari che ha chiuso la seduta in calo. L'indice Ftse Mib, dopo essere arrivato a guadagnare il 4%, ha chiuso in flessione dello 0,5% a quota 18.118 punti. La Bce ha tagliato a sorpresa anche i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali allo 0% dal precedente 0,05%, mentre quello sui depositi è sceso come da attese a -0,40 per cento dal precedente -0,30%. Oltre al taglio dei tassi l'istituto centrale europeo amplierà da aprile il quantitative easing, portando gli acquisti mensili di asset a 80 miliardi di euro dai 60 mld attuali. Il mercato non ha gradito soprattutto le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, che non sarà necessario ridurre i tassi ulteriormente.
A due velocità il comparto bancario che era schizzato in avanti subito dopo l'annuncio delle misure Bce per poi sgonfiarsi progressivamente. In prima fila le due big Unicredit (+2,32%) e Intesa Sanpaolo (+1,1%). Male invece Banco Popolare (-1,61% a 7,295 euro) con le ultime indicazioni stampa sul fronte fusione con Bpm che parlano di una nuova fumata grigia dall'ultimo summit tra i vertici delle due banche e i rappresentanti della Vigilanza della Bce.
Male i titoli oil con Saipem scesa di circa il 4% complice la discesa del petrolio, -3,49% per Tenaris e -3,43% per Eni. Ha rifiatato Mediaset (-2,48% a 3,53 euro) dopo il rally della vigilia sulle insistenti voci di un interessamento di Vivendi per Mediaset Premium. Secondo quanto riportato oggi dal Sole 24 ore il gruppo francese starebbe lavorando alla creazione di una joint venture europea anti-Netflix che coinvolgerebbe diversi operatori tra cui Mediaset. Senza sprint infine Ferrari (-3,38% a 36,81 euro) che ha concluso il collocamento del suo primo prestito obbligazionario di 500 milioni di euro che ha evidenziato una richiesta 5 volte superiore all'offerta. Le obbligazioni con scadenza nel 2023 hanno una cedola fissa annua dell'1,5%.
A due velocità il comparto bancario che era schizzato in avanti subito dopo l'annuncio delle misure Bce per poi sgonfiarsi progressivamente. In prima fila le due big Unicredit (+2,32%) e Intesa Sanpaolo (+1,1%). Male invece Banco Popolare (-1,61% a 7,295 euro) con le ultime indicazioni stampa sul fronte fusione con Bpm che parlano di una nuova fumata grigia dall'ultimo summit tra i vertici delle due banche e i rappresentanti della Vigilanza della Bce.
Male i titoli oil con Saipem scesa di circa il 4% complice la discesa del petrolio, -3,49% per Tenaris e -3,43% per Eni. Ha rifiatato Mediaset (-2,48% a 3,53 euro) dopo il rally della vigilia sulle insistenti voci di un interessamento di Vivendi per Mediaset Premium. Secondo quanto riportato oggi dal Sole 24 ore il gruppo francese starebbe lavorando alla creazione di una joint venture europea anti-Netflix che coinvolgerebbe diversi operatori tra cui Mediaset. Senza sprint infine Ferrari (-3,38% a 36,81 euro) che ha concluso il collocamento del suo primo prestito obbligazionario di 500 milioni di euro che ha evidenziato una richiesta 5 volte superiore all'offerta. Le obbligazioni con scadenza nel 2023 hanno una cedola fissa annua dell'1,5%.