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Michelin e Nokian abbandonano la Russia: gli impatti secondo Equita

Pubblicato 29 Giugno 2022 Aggiornato 19 Luglio 2022 12:05
Ieri mattina Michelin ha annunciato che entro fine anno trasferirà le attività russe al management poiché nell’attuale contesto è tecnicamente impossibile riprendere la produzione, soprattutto per i problemi di approvvigionamento.

In Russia Michelin ha 1000 dipendenti (<1% del totale) e l’esposizione a livello di asset è stimata in circa 250 milioni di euro che gli analisti di Equita ritengono che possa essere l’entità degli accantonamenti. Il deconsolidamento di tale attività non inciderebbe sulle guidance FY22 che gli analisti ritengono raggiungibili escludendo questi effetti non ricorrenti. Nel pomeriggio, a sorpresa anche Nokian ha annunciato di aver avviato un’uscita controllata dal mercato russo con l’obiettivo di
concentrarsi in altri mercati. Previste svalutazioni per circa 300mn nel secondo trimestre. In Russia Nokian ha 1.600 dipendenti (un terzo del totale), una capacità annua di 17mn di pneumatici (l`80% del car) e genera il 20% del fatturato con margini che stimiamo superiori alla media.
Pirelli ha sempre negato problemi di approvvigionamento per gli impianti russi e nelle ultime occasioni ufficiali ha confermato di voler continuare l’attività. Se dovesse prendere la stessa decisione Equita stima -4% perchè perderebbe il 3% di fatturato/EBIT, lascerebbe 70+mn di debito netto, ma dovrebbe aumentare i capex per ripristinare la capacità, rischi in buona parte già scontati dal mercato concludono gli esperti della Sim milanese.