Mercato immobiliare Usa: dopo la bolla arriva la ripresa a fine 2013 (analisti)
Il mercato dell'edilizia statunitense sembra attraversare una fase di rimbalzo. Lo dice Jacco de Winter, analista di ING Investment Management, che in un recente report fa notare come, dopo la bolla speculativa giunta a un picco nel 2006 ed esplosa - con le conseguenze che conosciamo - da alcuni mesi appaiono evidenti i primi tentativi di ripresa del mercato immobiliare statunitense. "In agosto", nota De Winter, "le vendite di abitazioni esistenti hanno fatto un balzo in avanti del 7,8% rispetto al mese precedente, al tasso annualizzato di 4,82 milioni. Ad incoraggiare anche la terza tornata di quantitative easing predisposta dalla Fed, che acquisterà ogni mese titoli garantiti da ipoteca per 40 miliardi di dollari finché l'outlook per il mercato del lavoro non sarà "sostanzialmente" migliorato. Queste misure dovrebbero favorire l'accesso al credito e contribuire a ridurre i tassi ipotecari, offrendo quindi maggiori stimoli al mercato immobiliare in quanto lo rendono più accessibile in termini di costi".
"Sebbene il tasso di insolvenza sui mutui immobiliari sia aumentato nuovamente nel secondo trimestre del 2012 (passando al 7,58% dal 7,4% del primo trimestre) - prosegue de Winter - nel quarto trimestre del 2013 ci sarebbe il "cessato allarme" [per quanto riguarda i casi di insolvenza grave nel pagamento delle abitazioni], e da quel momento i mercati potrebbero tornare alla normalità. La ripresa del mercato immobiliare Usa sarebbe pertanto un forte stimolo per l'economia statunitense".
"Sebbene il tasso di insolvenza sui mutui immobiliari sia aumentato nuovamente nel secondo trimestre del 2012 (passando al 7,58% dal 7,4% del primo trimestre) - prosegue de Winter - nel quarto trimestre del 2013 ci sarebbe il "cessato allarme" [per quanto riguarda i casi di insolvenza grave nel pagamento delle abitazioni], e da quel momento i mercati potrebbero tornare alla normalità. La ripresa del mercato immobiliare Usa sarebbe pertanto un forte stimolo per l'economia statunitense".