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Mercati asiatici : Pesano le oscillazioni del prezzo del petrolio

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) +0.60%
Nikkei 225 +0.64%
Hang Seng -0.62%
China Csi 300 -1.62%
Shanghai -0.88%
Shenzhen -2.03%
Taiwan Taiex -1.31%
Kospi -0.09%

Ieri Warren Buffett nel corso di una conferenza stampa a Milano ha dichiarato facendo riferimento Il livello record raggiunto dal prezzo del petrolio, che “non ha molta influenza sulle nostre decisioni di investimento”. Nostre inteso ovviamente come Berkshire Hathaway. Sempre ieri il segretario Tesoro americano, Henry Paulson ha dichiarato sempre facendo riferimento al petrolio che : “E’ un problema di domanda e offerta. La domanda e’ aumentata ma l’offerta e’ limitata. Gli speculatori e gli investitori a breve termine hanno poco impatto”.

Avranno sicuramente ragione entrambi, ma per chi come me segue e commenta le variazioni giornaliere, il -4.68 Cnooc o il -3.69 di Sumitomo Metal Mining (prezzi rilevati alle ore 6:00) dicono l’esatto contrario, ossia che in Asia spesso e volentieri la formazione di prezzo dei titoli (e di conseguenza degli indici) è riconducibile al costo del petrolio e alla quantità di inflazione che si ritiene possa crescere a causa del suo incremento.

Salgono questa mattina le quotazioni di Chiyoda Corp, che ha ricevuto una rivalutazione del target price da parte di UBS e di Cheung Kong Infrastructure che vuole espandere il proprio business nel settore della produzione di acqua potabile e nel successivo trattamento.

Roberto Malnati