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Maxi-esuberi, isopensione e lavoro agile post-pandemia: Sky Italia vara riorganizzazione radicale dopo addio a diritti Serie A

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Sky Italia ha stretto con i sindacati un accordo sperimentale che regolamenterà il lavoro da remoto nella fase post emergenziale. L’accordo prevede un massimo di 12 giornate al mese lavorabili al di fuori dell’azienda, introducendo un giorno al mese dedicato alla formazione da effettuarsi da remoto. Prende forma quindi una sorta di “diritto” al lavoro agile indipendentemente dalla professione svolta. Per tutti gli altri profili è stata inserita la facoltà dei singoli lavoratori di decidere, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale attualmente in vigore, quanti giorni lavorare fuori azienda nel limite massimo stabilito per i vari profili (12 giorni al mese per i non turnisti e per il customer care, 8 per i turnisti). Ulteriori giorni al mese vengono riconosciuti per casi di particolare disagio.

Insieme all’accordo sul lavoro agile è stato firmato un accordo che garantisce alle persone che usciranno in isopensione (lo scivolo pensionistico per l’esodo dei lavoratori più anziani, che permette di andare in pensione in anticipo e che viene pagato interamente dall’azienda) un sistema di integrazione al reddito che garantirà la piena tenuta economica fino al raggiungimento della effettiva pensione.

Ieri intanto SKY Italia ha illustrato ai sindacati il piano di trasformazione aziendale per i prossimi tre anni, reso indispensabile in un contesto altamente competitivo in forte trasformazione tecnologica e verso la piena digitalizzazione. Indubbiamente una decisione dettata anche dall’esito del’asta dei diritti tv della Serie A, andati a Dazn per il prossimo triennio. Nel triennio è prevista una razionalizzazione dei costi complessivi di circa 300 milioni, costi afferenti a minori spese gestionali, produttivi e del costo del lavoro. Per quanto riguarda quest’ultima voce l’azienda ha quantificato in circa il 25% l’obiettivo di riduzione dei numeri complessivi nel triennio. Ad oggi Sky ha 5.000 dipendenti diretti e 6.000 circa esterni.