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Matteo Salvini sbotta contro Bce: ‘atteggiamento prevaricatore, può costare a Italia 15 miliardi’

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Matteo Salvini lancia un pesante affondo contro la Vigilanza bancaria della Bce. Così il vicepremier, leader della Lega e ministro dell’Interno:

“Il nuovo attacco della vigilanza Bce al sistema bancario italiano e a MPS dimostra ancora una volta che l’Unione Bancaria, voluta dalla UE e votata dal PD, non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario, ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008”.

“L’atteggiamento prevaricatore della Bce, che scavalca aggravandole le recenti decisioni della Commissione, pone anche un altro tema fondamentale: può un’istituzione non politica prendere con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini? Indipendenza non vuol dire irresponsabilità. Occorre quindi una trasparenza assoluta sulle decisioni della Bce, come è stato recentemente ribadito dalla stessa Corte dei Conti europea, che lamenta di non essere messa dalla Bce in condizione di controllare i motivi di decisioni così rilevanti per i portafogli dei risparmiatori. Questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti. L’ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi”.

Oggi un articolo del Sole 24 Ore ha riportato alcune indiscrezioni, secondo cui la Bce avrebbe inviato una lettera a tutte le banche italiane, chiedendo loro di azzerare i loro NPL, ovvero quei crediti deteriorati che continuano ad affliggere le banche italiane, nonostante i progressi riconosciuti nel loro smaltimento.

“Secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, nei giorni scorsi a tutti gli istituti è arrivata una lettera della Vigilanza europea in cui si auspica la svalutazione graduale, ma integrale, delle sofferenze, al più tardi entro il 2026”.

Praticamente, gli istituti hanno sette anni di tempo per svalutare al 100% gli NPL. Le lettere, viene specificato, sono state inviate a tutte le banche.

“Ogni banca avrà una propria ‘deadline’ temporale, che sarà funzione dello stato di salute e del peso degli NPL in portafoglio. Ma per tutti gli istituti italiani (ed europei) l’aspettativa della Banca centrale europea è univoca: gli istituti sono chiamati ad aumentare le coperture fino a svalutare integralmente lo stock di crediti deteriorati in un arco pluriennale predefinito, orizzonte che mediamente si aggirerà attorno al 2026”.