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Lotteria scontrini: un flop? Per Confesercenti troppo bassa la probabilità di vincita. Unc, no è scarsa adesione negozianti

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La lotteria degli scontrini si sarebbe rivelata un flop con solo il 6% circa dei consumatori che chiede di partecipare. Così Confesercenti commenta la prima estrazione della Lotteria dello scontrino, in programma per oggi. Secondo quanto rileva, l’effetto lotteria si è sentito solo nella fase iniziale, per attenuarsi quasi immediatamente in seguito alle nuove restrizioni, ma a pesare, secondo Confesercenti, anche le scarse possibilità di vincita: una probabilità su 53 milioni.

“Qualunque sia la causa, l’introduzione della lotteria non ha portato nei negozi lo sperato incremento dei consumi, e ad oggi non sembra nemmeno aver generato un maggiore utilizzo della moneta elettronica – aggiunge – Su questo fronte, però, una valutazione esatta è difficile a causa della chiusura forzata di tantissime attività e del rallentamento dei consumi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (…) Ci chiediamo quindi se abbia ancora senso disperdere risorse in iniziative come questa o il cashback: si tratta di quasi 5 miliardi di euro in due anni, che potrebbero essere utilizzati per sostenere le imprese in una fase di forti ristrettezze”.

All’analisi e considerazioni di Confesercenti risponde l’Unione Nazionale dei Consumatori (Unc), secondo cui non c’entra la bassa probabilità di vincita, semmai la scarsa adesione dei negozianti. “Forse a Confesercenti sfugge il fatto che in passato hanno avuto grande successo il Superenalotto, che ha una probabilità di fare 6 pari a 1 su 622 milioni o il Superenalotto Superstar dove si sale addirittura a 1 probabilità su 56 miliardi. Inoltre, c’è il piccolo particolare che mentre per le altre lotterie devi acquistare un biglietto, la lotteria degli scontrini è gratis”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Insomma, i motivi per cui l’operazione non è ancora decollata sono ben altri rispetto alla probabilità di vincita. Conta, principalmente, il fatto che l’Italia è ancora in lockdown e gli italiani non possono andare liberamente in giro a fare compere, che hanno ben altri problemi per la testa che non mettersi a giocare, ma anche che sono troppi i commercianti e gli esercenti che non hanno ancora aderito alla lotteria degli scontrini”.