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L’indice Ftse Star seduce gli investitori a suon di record. Norges Bank, Vanguard e BlackRock fanno incetta delle migliori PMI di Piazza Affari

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Il 2020 ha visto ancora una volta il Ftse Italia STAR, l’indice delle eccellenze di Piazza Affari, mostrare i muscoli e distinguersi in positivo rispetto agli altri indici della Borsa milanese e aggiornando più volte i massimi storici anche in questo primo scorcio di 2021 superando la soglia dei 48mila punti a metà febbraio.
Esattamente 12 mesi fa il COVID-19 ha causato uno scrollone al ribasso di tutte le principali Borse mondiali, durato circa cinque settimane. Nella parte finale di marzo le azioni globali hanno ripreso slancio, ma non tutte allo stesso ritmo, con tecnologici davanti a tutti mentre banche ed energetici hanno fatto fatica a risalire la china. Il 2020 tumultuoso si è chiuso con indici quai l’MSCI Emerging Markets e l’S &P500 che hanno recuperato tutto il terreno perso durante il tracollo, segnando un +16,6% e +16,3% rispettivamente. Il Ftse Mib e l’indice Euro Stoxx 50 hanno mostrato invece una debole ripresa, chiudendo l’anno in calo del -5,4% e del -8,7%, rispettivamente, pagando tra l’altro le performance deficitarie di settori quali banche ed energetici che hanno un peso notevole in tali indici.

Considerando i vari segmenti di mercato italiani, tutti gli indici anno registrato una performance negativa ad eccezione proprio del FTSE ITALIA STAR, che ha registrato +14,1%. Il FTSE AIM Italia è stato il peggiore, registrando un calo del -6,7%.

I segreti del Ftse Star

Cosa distingue il Ftse STAR dagli altri indici nostrani. Il Ftse Italia Star, che già in passato ha abituato gli investitori a performance importanti, è composto da titoli chiamati a rispettare particolari requisiti in termini di trasparenza, liquidità e corporate governance. Si è sempre contraddistinto per la capacità di sovraperformare il mercato e adesso sta evidenziando una buona tenuta anche in questa fase difficile per l’azionario. Si giova in particolar modo della minore dipendenza dai di titoli finanziari ed energetici a vantaggio di una presenza massiccia di titoli “growth”. Dal Ftse Italia Star arrivano delle eccellenze quali Amplifon, Diasorin e Interpump, che ora sono stati tra i titoli più performanti del Ftse Mib anche nell’ultimo anno.
Lo STAR si distingue anche per un’ampia base di investitori esteri. Mentre gli investitori di AIM Italia sono prevalentemente italiani, il segmento STAR continua ad attrarre fondi internazionali. Da una ricerca della società di consulenza KT&Partners emerge che tra i primi 40 investitori istituzionali dello Star, solo 9 sono italiani, con Mediolanum, Arca e Fideuram tra i principali attori. Tra i player esteri che sono posizionati sullo Star spiccano nelle prime posizioni il fondo Norges Bank, Vanguard e Fidelity. In particolare il fondo sovrano norvegese detiene ben 44 partecipazioni tra i titoli dello Star (in totale lo Star a fine 2020 presentava 75 titoli). La presenza più capillare è quella di BlackRock con ben 72 titoli in portafoglio, seguita da Mediolanum Gestione Fondi con 60 titoli, Dimensione Fund Advisors con 54 e BNP Paribas AM con 48, così come Symphoia SGR.

New entry nell’indice, SECO scalda i motori

Intanto da ieri l’indice Ftse Star si è allargato facendo spazio ad AbitareIn. La società attiva nello sviluppo residenziale a Milano, sbarcata a Piazza Affari meno di 5 anni fa nel segmento AIM, ha completato l’iter di passaggio allo Star. Tra le prossime stelle che intendono quotarsi direttamente sullo Star spicca SECO, società tech aretina specializzata nella miniaturizzazione di computer e fornitore globale di soluzioni per l’IoT. SECO intende sbarcare in Borsa Italiana entro la prima metà dell’anno. Ieri l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2020 e il progetto di IPO. Come dichiarato dall’ad di SECO, Massimo Mauri, l’intenzione è mettere sul mercato il 40% del capitale.