Lavoro, Unioncamere: bilancio primo trimestre resta negativo, ma si vedono i primi segnali di miglioramento
Segnali importanti sul fronte occupazione. Il percorso di discesa dell'occupazione nel settore privato prosegue, ma iniziano a intravvedersi anche dei segnali di miglioramento. Una tendenza messa in evidenza dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, sulla base delle previsioni di occupazione delle imprese dell'industria e dei servizi per il primo trimestre 2014. A fine marzo il bilancio tra entrate e uscite è negativo (-14.500 unità), come effetto delle quasi 185mila entrate attese a fronte di oltre 199mila uscite previste. Quello previsto per il trimestre in corso è il saldo più contenuto da oltre anno e mezzo, fatta eccezione per le previsioni del secondo trimestre 2013.
"Cominciamo a cogliere i primi segnali di una ripresa occupazionale che ci auguriamo divenga più solida nei prossimi mesi", sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "Come ci attendevamo, essa parte dai segmenti più innovativi e proiettati all'estero del nostro sistema produttivo e da quei territori settentrionali che più rapidamente sono in grado di cogliere l'inversione del ciclo economico. Fa piacere comunque notare che anche nel Mezzogiorno il percorso di riduzione dell'occupazione sta rallentando, mentre le previsioni occupazionali delle imprese di servizi alle persone fanno sperare in una ripresa dei consumi delle famiglie".
"Cominciamo a cogliere i primi segnali di una ripresa occupazionale che ci auguriamo divenga più solida nei prossimi mesi", sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "Come ci attendevamo, essa parte dai segmenti più innovativi e proiettati all'estero del nostro sistema produttivo e da quei territori settentrionali che più rapidamente sono in grado di cogliere l'inversione del ciclo economico. Fa piacere comunque notare che anche nel Mezzogiorno il percorso di riduzione dell'occupazione sta rallentando, mentre le previsioni occupazionali delle imprese di servizi alle persone fanno sperare in una ripresa dei consumi delle famiglie".