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Lavoro: Cnel, smartworking passi da emergenza a normalità

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“Lo smart working è stato uno strumento molto utile durante l’emergenza, ora occorre renderlo strutturale. Il grande numero di contratti scaduti e la nuova stagione della contrattazione che si sta aprendo non può non tenerne conto”. Ad affermarlo è Tiziano Treu, presidente del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). In Italia, prima che l’emergenza sanitaria costringesse al lockdown, lavoravano da remoto circa 500mila lavoratori, mentre nelle settimane di isolamento imposto da Covid-19 si stima che i lavoratori a distanza abbia­no raggiunto gli 8 milioni. La gran parte degli smart workers – l’82% – ha cominciato a lavorare da casa solo a seguito dell’emergenza sanitaria. La pandemia da Covid-19 ha cambiato radicalmente il lavoro e l’organizzazione aziendale, nelle imprese come nelle pubbliche amministrazioni.