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La Yellen spaventa i mercati, Nasdaq vittima sacrificale. Piazza Affari deraglia con Ferrari a -8%, si salvano solo i titoli oil

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Tornano le nubi a Piazza Affari e in generale sui mercati azionari globali con titoli tecnologici sotto il fuoco delle vendite (Nasdaq a -2,5%). A guidare i ribassi sono le Mega Cap con -4% per Apple, -3,55% Google, -3% Amazon. 
Il Ftse Mib archivia la seconda seduta di maggio con un calo dell’1,81% a quota 23.977 punti. A salvarsi oggi sono stati solo i titoli oil in scia al nuovo rally del petrolio (+1,66% Saipem e +0,82% Tenaris) e Campari (+2,5%) grazie ai numeri trimestrali oltre le attese.

L’avvertimento della Yellen

A comportare una forte accelerazione al ribasso sono state le parole di Janet Yellen. Il segretario al Tesoro USA ha detto che i tassi di interesse potrebbero dover aumentare per tenere un freno alla crescita fiorente dell’economia statunitense dovuta in parte ai trilioni di dollari di spese di stimolo del governo. “Può darsi che i tassi di interesse debbano aumentare un po’ per assicurarsi che la nostra economia non si surriscaldi”, ha detto l’ex presidente Fed durante un seminario economico presentato da The Atlantic.
Dallo scoppio della pandemia il Congresso USA ha stanziato circa 5,3 trilioni di dollari di stimoli fiscali, con un conseguente deficit di bilancio di oltre 3 trilioni di dollari nell’anno fiscale 2020 e un deficit di 1,7 trilioni di dollari nella prima metà dell’anno fiscale 2021.

Ferrari sbanda a -8% dopo conti e rinvio target di un anno

Male Ferrari, arrivata oggi fino a -8% dopo i numeri trimestrali che non hanno convinto gli investitori e soprattutto il rinvio di un anno degli obiettivi al 2022. Ferrari ha riportato ricavi per 1,01 mld (+8,5%), con le consegne totali che si sono attestate a 2.771 unità (+1%). Nei primi tre mesi del 2021 l’utile netto si è attestato a 206 milioni dai 166 milioni di un anno fa, mostrando un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre l’Ebitda rettificato è salito di circa il 19% a 376 milioni contro i 368,3 milioni del consensus Bloomberg. Crescita a doppia cifra anche per l’Ebit 266 milioni (+20,9%), con una solida generazione di free cash flow industriale pari a 147 milioni. La Rossa di Maranello è “fiduciosa di raggiungere il limite superiore della guidance 2021 in virtù di risultati eccellenti, presa ordini forte e portafoglio ordini a livello record alla fine del primo trimestre 2021”. I target finanziari per il 2022 sono stati posticipati di un anno a causa del Covid-19.
Banche giù, sorride solo MPS
Tra le banche si segnalano cali nell’ordine dell’1,32% per Banco BPM e dell’1,7% di Bper. Oltre -1% per Intesa e Unicredit. Fuori da Ftse Mib ha corso invece Banca MPS (+2,59%) in scia alle possibili ulteriori agevolazioni fiscali a cui starebe lavorando il governo per favorire operazioni di M&A.  La soglia delle DTA convertibili passerebbe dal 2% al 3% del totale degli attivi del soggetto minore coinvolto nella fusione. Inoltre, verrebbe allungato di sei mesi, al 30 giugno 2022, il termine previsto dalla manovra per deliberare la business combination. “Se approvata, la norma fornirebbe un ulteriore impulso al processo di consolidamento nel settore bancario, supportando in particolar modo una soluzione per MPS (che ha in dote DTA potenzialmente oggetto di conversione per 3,8 miliardi), con tempistiche che tuttavia potrebbero essere più lunghe rispetto a quanto inizialmente ipotizzato”, rimarca Equita SIM che calcola, in caso di M&A tra UniCredit e Mps, un beneficio dalla conversione delle DTA per 3,4 miliardi (1,1 miliardi circa in più rispetto alla norma vigente). Potenzialmente, la norma potrebbe essere supportive anche a una combinazione UniCredit-Banco BPM (stimiamo 3,6 miliardi di beneficio a capitale dalla conversione delle DTA, con impatto sul CET1 della combined a 90 punti base rispetto ai precedenti 70 punti base).
Giornata opaca anche per Enel (-1,79%) che il 6 maggio diffonderà i conti del primo trimestre. Oltre -4% per Nexi mentre CNH ha lasciato sul terreno più del 3 per cento.