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La Uber cinese si riscatta dopo debutto senza sprint a Wall Street, vale quasi 80 md $

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Didi, la Uber cinese sbarca a Wall Street, qualificandosi come la più grande quotazione di una società cinese da quella di Alibaba del 2014. Fondata nel 2012, Didi è una società di ride hailing (in pratica, taxi on demand via app) e vanta ad oggi 41 milioni di transazioni medie giornaliere.  Nel 2018 ha iniziato ad espandersi a livello internazionale e attualmente opera in 14 paesi al di fuori della Cina, con Brasile e Messico che sono i maggiori contribuenti.

Didi: dai problemi in Cina allo sbarco a Wall Street

L’azienda ha recentemente ottenuto l’approvazione per testare veicoli a guida autonoma a Pechino ma in patria sta anche affrontando alcuni problemi. L’antitrust cinese  sta indagando se Didi ha usato pratiche competitive che hanno spinto fuori ingiustamente i concorrenti più piccoli, come  ha riferito Reuters. Sotto osservazione il meccanismo dei prezzi dell’azienda. Nel dettaglio, Didi ha riportato una perdita complessiva di 2,54 miliardi di dollari su 21,63 miliardi di dollari di entrate l’anno scorso. Volendo fare un confronto, Uber ha perso 6,77 miliardi di dollari su 11,14 miliardi di dollari di entrate l’anno scorso, e ha perso 108 milioni di dollari su entrate di 2,90 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2021. Tra il 2019 e il 2020, le entrate di Didi si sono ridotte di quasi il 10% perché la pandemia di Covid ha colpito duramente la Cina l’anno scorso. Tuttavia, prima della pandemia, le entrate sono cresciute dell’11% tra il 2018 e il 2019. Inoltre, le entrate sono rimbalzate nel primo trimestre poiché la ripresa della pandemia è in pieno svolgimento, con una crescita del 107% nel primo trimestre rispetto a quello dell’anno precedente.

Il 2021 si sta dimostrando un anno record per il mercato delle IPO e il mercato americano rimane il preferito. Tra le varie quotazioni da tenere d’occhio spicca proprio quella della Uber cinese, che ha scelto il mercato americano, dimostrando ancora una volta che gli investitori istituzionali e retail sono pronti a sostenere queste startup nella loro offerta pubblica. Secondo Antonio De Negri, Founder e CEO di Cirdan Capital, il prezzo già in aumento dà fiducia a questa startup, che ha dominato il mercato del ride sharing in Cina e che vuole espandersi globalmente.

Le azioni della società hanno iniziato a scambiare a 16,65 dollari per azione, in aumento di circa il 19% dal prezzo di offerta della società di 14 dollari per azione, portando il suo market cap a quasi 80 miliardi di dollari. Didi ha poi chiuso le negoziazioni nel giorno del debutto a 14,14 dollari per azione, in rialzo dell’1% e con una market cap di circa 67,8 miliardi di dollari.

Recentemente è stata valutata 62 miliardi di dollari dopo un round di raccolta fondi ad agosto, secondo i dati di PitchBook.  Con dei bilanci ancora in perdita e delle aziende simili che ancora fanno fatica a crescere di valore sul mercato, sarà interessante vedere se Didi riuscirà a mantenere il valore raggiunto nell’offerta di oggi nel futuro conclude De Negri.

Oggi il titolo prova ancora a mostrare i muscoli segnando al momento quasi +13% a 16 $. 

Il settore del ride sharing ha visto Uber e Lyft andare pubbliche nel 2019 ma i titoli non hanno mai raggiunto delle performance eccellenti negli ultimi anni. Lyft, a $61 oggi rimane sotto al prezzo di apertura di $78 il giorno dell’IPO. Uber, che aveva visto un’offerta molto rallentata con un prezzo poco sopra $41, negli ultimi anni ha dimezzato il suo valore per poi tornare oggi a $51 e una capitalizzazione di 95 miliardi.