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La Blockchain alimenterà la supply chain di tutto il mondo entro il 2025

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Attualmente solo il 3% delle aziende che stanno implementando la blockchain lo fanno su vasta scala, mentre il 10% ha avviato un progetto pilota, con l’87% degli intervistati (in Italia sono il 91%) che dichiara di essere nelle prime fasi della sperimentazione della blockchain ma questa tecnologia verrà massivamente utilizzata nella supply chain entro il 2025. Ciò emerge dal nuovo report del Capgemini Research Institute dal titolo “Does blockchain hold the key to a new age of supply chain transparency and trust?”, che fornisce una panoramica completa delle aziende e delle aree geografiche che stanno investendo sulla preparazione all’introduzione della blockchain.

I paesi Ue sono all’avanguardia nella blockchain

Dal report emerge che ad oggi i paesi europei all’avanguardia in tema di implementazione su ampia scala e progetti pilota per la blockchain sono il Regno Unito (22% delle aziende intervistate) e Francia (17% delle aziende intervistate). E in Italia? I pionieri della blockchain sono il 9% delle aziende intervistate. Proprio il nostro Paese, dopo l’adesione alla Blockchain Partnership Initiative su impulso del Ministro Luigi Di Maio lo scorso 27 settembre, ha partecipato per la prima volta a Bruxelles al Forum della European Blockchain Partnership, iniziativa promossa dalla Commissione UE con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. L’incontro è stato un’occasione utile per confrontare le diverse esperienze operative e di carattere regolamentare che stanno maturando in diversi Paesi europei ed informare la Commissione UE e gli altri Paesi sulle iniziative assunte sul tema dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I tre fattori alla base degli investimenti

Tornando al report di Capgemini, emerge tra le altre cose che in termini di finanziamento di iniziative relative alla blockchain la parte da leone la fanno gli Stati Uniti (18%). I “pionieri” sono ottimisti sul fatto che la blockchain riuscirà a realizzare tutto il proprio potenziale, con oltre il 60% degli intervistati che ritiene che tale tecnologia stia già trasformando il modo in cui collaborano con i partner. Sono tre inoltre i fattori principali alla base degli attuali investimenti in blockchain e sono: la riduzione dei costi (89%), una migliore tracciabilità (81%) e una maggiore trasparenza (79%). Inoltre, questa tecnologia permette di inviare informazioni in modo più sicuro, veloce e trasparente. Dal report inoltre emerge che le aziende produttrici di beni di consumo hanno un focus particolare sulla tracciabilità e sull’identificazione dei prodotti, tanto che NestléUnilever e Tyson Foods stanno sperimentando la blockchain. I rivenditori al dettaglio si concentrano sui mercati digitali e sulla prevenzione della contraffazione, con aziende del calibro di Starbucks che investono sulla  blockchain.

Come sarà la blockchain nel futuro

La blockchain riuscirà a realizzare tutto il proprio potenziale, con oltre il 60% degli intervistati che ritiene che tale tecnologia stia già trasformando il modo in cui collaborano con i partner. I tre fattori principali alla base degli attuali investimenti in blockchain sono: la riduzione dei costi (89%), una migliore tracciabilità (81%) e una maggiore trasparenza (79%). Inoltre, questa tecnologia permette di inviare informazioni in modo più sicuro, veloce e trasparente. Le maggiori sfide all’implementazione? Sicuramente la principale secondo la maggior parte (92%) dei pionieri è  il ROI (Return of Investiment), seguita dall’interoperabilità con i sistemi legacy (80%) e da ultimo la sicurezza delle transazioni, considerata dall’82% dei pionieri come uno dei maggiori ostacoli all’implementazione delle loro applicazioni blockchain da parte dei partner.