Italia: bene il mercato del lavoro 2015 ma azzeramento sgravi frena assunzioni 2016
Grazie al traino degli sgravi contributivi sui nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, nel 2015 il mercato del lavoro ha dato nuovi segni di vitalità. Questo almeno stando ai dati diffusi quest'oggi dall'Inps.
Nel suo Osservatorio sul Precariato l'istituto previdenziale ha evidenziato come nel periodo gennaio- dicembre 2015 il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato siano cresciute del 47% a 1,9 milioni.
In termini assoluti l'incremento dei contratti a tempo indeterminato è stato pari a 764 mila unità rispetto a fine 2014.
"I dati diffusi oggi dall'Inps mostrano come lo scorso anno ci sia stato un incentivo significativo per le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato", analizzano i dati sul mercato del lavoro italiano gli esperti del Centro Studi di Unimpresa, secondo cui "si tratta solo in parte di nuova occupazione, mentre una fetta dei neoassunti rientrano nell'emersione di cosiddetto nero e nella regolarizzazione di posizioni parzialmente irregolari".
Se i segni di miglioramento sono molto importanti dopo diversi anni di crisi acuta, secondo gli analisti di Unimpresa ora che le agevolazioni e gli sgravi contributivi non sono più in vigore "vi è il rischio che ci sia un brusco rallentamento o, per lo meno, una frenata, nel 2016 e negli anni successivi, di contratti a tempo indeterminato".
Nel 2015 sono stati 1,44 milioni i lavoratori assunti a tempo indeterminato grazie agli sgravi contributivi. Che i timori del Centro Studi Unimpresa non siano infondati è svelato anche dalle parole di Paolo Longobardi, Presidente dell'Associazione.
"Già nelle prime settimane di quest'anno abbiamo registrato, fra le nostre 122mila imprese associate, qualche segnale di rallentamento sul versante delle assunzioni: gli sgravi sono stati importanti e apprezzati, ma in qualche modo sono una droga e ora che non c'è più la nuova occupazione potrebbe smettere di aumentare", ha dichiarato Longobardi.
Nel suo Osservatorio sul Precariato l'istituto previdenziale ha evidenziato come nel periodo gennaio- dicembre 2015 il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato siano cresciute del 47% a 1,9 milioni.
In termini assoluti l'incremento dei contratti a tempo indeterminato è stato pari a 764 mila unità rispetto a fine 2014.
"I dati diffusi oggi dall'Inps mostrano come lo scorso anno ci sia stato un incentivo significativo per le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato", analizzano i dati sul mercato del lavoro italiano gli esperti del Centro Studi di Unimpresa, secondo cui "si tratta solo in parte di nuova occupazione, mentre una fetta dei neoassunti rientrano nell'emersione di cosiddetto nero e nella regolarizzazione di posizioni parzialmente irregolari".
Se i segni di miglioramento sono molto importanti dopo diversi anni di crisi acuta, secondo gli analisti di Unimpresa ora che le agevolazioni e gli sgravi contributivi non sono più in vigore "vi è il rischio che ci sia un brusco rallentamento o, per lo meno, una frenata, nel 2016 e negli anni successivi, di contratti a tempo indeterminato".
Nel 2015 sono stati 1,44 milioni i lavoratori assunti a tempo indeterminato grazie agli sgravi contributivi. Che i timori del Centro Studi Unimpresa non siano infondati è svelato anche dalle parole di Paolo Longobardi, Presidente dell'Associazione.
"Già nelle prime settimane di quest'anno abbiamo registrato, fra le nostre 122mila imprese associate, qualche segnale di rallentamento sul versante delle assunzioni: gli sgravi sono stati importanti e apprezzati, ma in qualche modo sono una droga e ora che non c'è più la nuova occupazione potrebbe smettere di aumentare", ha dichiarato Longobardi.