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Italia a rischio ‘scontro frontale’ con Ue su budget 2020. Economista Bloomberg vede Roma osservata speciale per trimestri, se non anni

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Mancano poco più di 24 ore al verdetto dell’Istat circa l’ingresso o meno dell’Italia in recessione. Domani arriveranno infatti i dati sul PIL del quarto trimestre 2018 e se le attese saranno confermate (consensus indica -0,1% t/t) l’Italia sarà ufficialmente in recessione tecnica (due trimestri consecutivi di crescita negativa). Le stime del governo sono di un +1% del PIL quest’anno, livello difficilmente raggiungibile alla luce del nuovo scenario globale. Fmi e Bankitalia hanno tagliato le stime a +0,6%.

 

Un brusco rallentamento economico anche nel corso di quest’anno potrebbe rendere arduo per l’Italia rispettare gli obiettivi di bilancio concordati con l’UE.  David Powell, economista senior dell’area dell’euro per Bloomberg Economics, rimarca come il rischio più grande per l’Italia è il budget 2020: “Se quest’anno ci sarà molto scostamento di bilancio a causa di una crescita più debole del previsto o addirittura una riscossione, Bruxelles tornerà a chiedere ulteriori misure. Questa mossa non sarebbe accolta bene a Roma”. Inoltre, argomenta l’economista, se i partiti populisti ottengono forti consensi alle elezioni europee di maggio, il governo italiano sarà meno disposto a scendere a compromessi nei negoziati in sede di redazione della legge di bilancio 2020.

 

Powell rimarca come una profonda recessione in tutta l’area dell’euro avrebbe grandi conseguenze per l’Italia: “Quando un paese si trova su un enorme quantità di debito, non ci vuole molto per capovolgere il carrello delle mele. Aspettatevi che l’Italia rimanga al centro dell’attenzione per diversi trimestri, se non anni”.

 

Le parole di Draghi e Tria su debito

Mario Draghi questa settimana ha sottolineato che il debito viene prodotto da decisioni politiche dei governi e “un paese perde sovranità con debito troppo alto”.

 

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha parlato oggi di conti pubblici ribadendo l’impegno del governo a ridurre il debito in modo continuo e progressivo. Tria ha anche specificato che il debito è elevato “ma totalmente sostenibile”. “Il debito pubblico alto in Italia è un’eredità del passato” – ha detto il ministro dell’economia  intervenendo a Washington al Peterson Institute for International Economics. Tuttavia il debito alto, assicura il titolare del dicastero di via XX Settembre, è “totalmente sostenibile”, ribadendo così l’impegno del Governo a “ridurlo in modo continuo e progressivo”.

Tria ha parlato anche di banche: ” La situazione patrimoniale delle nostre banche è solida e la discesa dello spread rafforzerà questa situazione. Certo, le banche risentono anche dell’economia reale, speriamo di non entrare in recessione”.

 

Bot e Btp continuano a riguadagnare consensi

Gennaio intanto si avvia alla conclusione con un ritrovato sentiment positivo sull’Italia con gli investitori tornati a puntare forte sui BTP. Lo spread ha toccato i nuovi minimi a oltre 4 mesi a quota 242 punti base, con il rendimento del Btp decennale sceso fino al 2,62%, minimo da luglio 2018. Rispetto ai picchi toccati lo scorso autunno in scia alla presentazione della prima bozza della legge di bilancio 2019 che indicava in deficit al 2,4%, poi rivisto al 2,04% in seguito ai negoziati con Bruxelles al fine di evitare l’avvio di una procedura d’infrazione, il rendimento del Btp decennale è sceso di oltre 100 punti.

 

L’asta Bot ha visto l’assegnazione di titoli a sei mesi per complessivi 6,5 miliardi di euro. Il rendimento medio di assegnazione è stato di -0,025%, in netto calo dallo 0,215% dell’asta precedente. Si tratta del rendimento più basso da aprile 2018 per quanto concerne i titoli a sei mesi. Indicazioni molto forti dalla domanda che è stata di 11,83 miliardi. Il rapporto di copertura è stato pari a 1,82 volte, in netto aumento dall’1,33 precedente.

Oggi si terrà l’ultima asta del mese, con l’offerta di Btp e CCTeu fino a 8 miliardi di euro. In collocamento il Btp decennale con scadenza dicembre 2028 e cedola annuale del 2,8% per un importo compreso tra un minimo di 2 miliardi e un massimo di 2,5 miliardi. Ammontare compreso tra 2,25 e 2,75 miliardi per il Btp a 5 anni (scadenza ottobre 2023) con cedola 2,45%. Infine prevista l’emissione anche di CCTeu con scadenza gennaio 2025 per 2,25-2,75 miliardi.