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Istat vede rischi rallentamento crescita Italia nel breve periodo

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In attesa dei primi riscontri sull’andamento del Pil nel primo trimestre 2016, in arrivo il 13 maggio, l’Istat sottolinea la presenza di rischi di un rallentamento della congiuntura italiana nel breve termine. “In un contesto europeo caratterizzato da una crescita significativa del Pil nel primo trimestre dell’anno – sottolinea l’Istat nella sua nota mensile – l’economia italiana presenta segnali positivi associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell’occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie. Secondo l’istituto di statistica l’evoluzione del clima di fiducia rimane comunque incerta e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo.

Nell’area euro la stima preliminare del Pil, rilasciata da Eurostat per la prima volta a 30 giorni dal trimestre di riferimento, ha mostrato per il primo trimestre 2016 un crescita superiore alle attese (+0,6%), in accelerazione rispetto al quarto trimestre 2015 (+0,3%). I dati disponibili per alcuni paesi, in particolare per la Francia, segnalano il rafforzamento della domanda interna in presenza di un contributo negativo della componente estera.

Indicazioni altalenanti dall’economia nei primi mesi dell’anno
Relativamente all’Italia l’Istat pone l’accento sull’erraticità delle indicazioni econimiche in arrivo nei primi mesi dell’anno. La produzione industriale, al netto del settore delle costruzioni, ha mostrato un andamento mensile altalenante segnando un marcato aumento in gennaio (+1,7% m/m), seguito da un calo in febbraio (-0,6%). L’erraticità degli andamenti si riscontra anche nelle misure in valore del fatturato delle imprese industriali, aumentato nei primi due mesi dell’anno rispettivamente dello 0,9% e dello 0,1% su base congiunturale.  In febbraio si è registrato un recupero delle esportazioni (+2,5% in valore rispetto al mese precedente su dati destagionalizzati) dopo la diminuzione di gennaio. Tuttavia, a testimonianza dell’incertezza sull’evoluzione dei mercati emergenti, a marzo il commercio estero extra Ue ha segnato una battuta d’arresto, particolarmente marcata per le importazioni (-2%) rispetto alle esportazioni (-0,3%). In questo quadro la ripresa dei prezzi del petrolio ha influenzato l’andamento delle esportazioni e delle importazioni di beni energetici (rispettivamente +17,6% e +6,7% le variazioni congiunturali).

Martedì la Commissione europea ha tagliato le stime sul Pil dell’Italia e ora vede il paese crescere dell’1,1% nel 2016 a fronte del +1,4% atteso nell’inverno scorso e dell’1,3% nel 2017. le ultime stime del governo sono di un +1,2% del Pil quest’anno.