Iran, ceo Goldman Sachs: ci vorranno un paio di settimane perché il mercato si assesti
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La reazione dei mercati allo scoppio del conflitto tra Usa-Isreale e Iran è sorprendentemente moderata ma ci vorranno almeno un paio di settimane affinché l’impatto delle ostilità venga pienamente assimilato. È quanto ha detto oggi dall’Australia il ceo di Goldman Sachs David Solomon.
- Difficile fare ipotesi sull’andamento dei mercati nel medio periodo: “ancora troppe incognite”
- L’economia Usa è in grado di assorbire il colpo, possibile che inflazione quest’anno sia più alta del previsto
- L’impatto dell’AI sui dipendenti: “complicato” ma il risultato sarà maggiore produttività
- Se l’economia rallenterà qualche preoccupazione per il credito privato
Difficile fare ipotesi sull’andamento dei mercati nel medio periodo: “ancora troppe incognite”
La reazione dei mercati all’operazione Epic Fury, cominciata sabato scorso è stato vistosa in quelli dell’energia, in particolare i prezzi del petrolio sono balzati in alto, mentre gli indici azionari globali hanno registrato perdite. Tuttavia il dollaro si è rafforzato grazie al fatto che gli investitori hanno puntato sui tradizionali asset rifugio. Le perdite a Wall Street inoltre sono state relativamente contenute.
Il sessantaquattrenne ceo, parlando a Sydney nel corso di un summit, ha detto che i mercati tendono a reagire in modo contenuto agli eventi geopolitici a meno che essi non abbiano un impatto diretto sulla crescita economica.
“Guardo alla reazione del mercato e sono in effetti sorpreso che la reazione del mercato sia stata più moderata di quanto si possa pensare data la portata” degli eventi, ha detto Solomon, come riportato da Reuters.
“Esiste un effetto cumulativo di tutto quello che sta succedendo ed una reazione molto più forte. Fino a questo punto non abbiamo osservato questo effetto cumulativo”, ha sottolineato, “ma è molto difficile fare ipotesi perché al momento ci sono ancora troppe incognite.”
“Penso che ci vorranno un paio di settimane affinché i mercati assimilino a pieno le implicazioni di quanto è successo sia nel breve periodo che nel medio periodo, e non sono in grado di ipotizzare che cosa succederà”, ha reiterato Solomon.
L’economia Usa è in grado di assorbire il colpo, possibile che inflazione quest’anno sia più alta del previsto
L’economia americana per adesso rimane forte e in grado di assorbire il colpo, ha detto il ceo. Questo grazie ad una combinazione di fattori quali un ciclo di politica monetaria meno restrittivo e un rilassamento delle regolamentazioni.
“Se tralasciamo quanto sta accadendo adesso in Medio Oriente”, ha detto, “abbiamo una confluenza di forti spinte positive a livello macroeconomico che rendono la traiettoria di crescita degli Stati Unit, secondo me, molto interessante.”
Per quanto riguarda l’inflazione, ha aggiunto Solomon, “c’è sicuramente una possibilità ragionevole che quest’anno l’economia americana viaggi a ritmi sostenuti. E come conseguenza è possibile che l’inflazione arrivi ad essere un po’ più elevata delle aspettative”.
L’impatto dell’AI sui dipendenti: “complicato” ma il risultato sarà maggiore produttività
Solomon ha parlato anche dell’intelligenza artificiale e dell’impatto che avrà nel mercato del lavoro. In particolare la sua previsione è che la nuova tecnologia porterà ad un cambiamento nel mercato per i colletti bianchi, ma nel lungo periodo non ci dovrebbero essere un “gap occupazionale”.
In febbraio, la banca d’affari newyorkese ha siglato un accordo con Anthropic, produttrice del modello AI Claude, per lo sviluppo di agenti in grado di automatizzare alcuni processi, tra cui l’ “onboarding” dei clienti.
Solomon ha però ammesso che gli effetti immediati sui dipendenti di Goldman Sachs saranno “complicati”.
“Non starò qui seduto a fare congetture su quello che sarà il numero esatto di dipendenti, perché non divulghiamo queste informazioni pubblicamente”, ha detto, “ma ciò che stiamo cercando di fare è creare una maggiora capacità di trasferire persone in posti diversi.” Come conseguenza, “il numero di dipendenti non sarà per forza differente. Sarà solo più produttivo.”
Se l’economia rallenterà qualche preoccupazione per il credito privato
La resilienza dell’economia, ha sottolineato il ceo, ha inoltre fatto sì che i portafogli di credito privato negli Stati Uniti siano stati “generalmente piuttosto buoni”. Tuttavia, un rallentamento della crescita durante un ciclo del credito prolungato potrebbe portare a un indebolimento degli standard di prestito.
“Gli standard creditizi si abbassano perché c’è competizione nell’impiegare il capitale,” ha affermato Solomon. “Sono un po’ preoccupato per questo… quando avremo un rallentamento, se avremo una recessione, ci sarà maggiore visibilità su quegli ambiti in cui gli standard di concessione dei prestiti si sono rilassati.”