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Investire nel mattone è ancora un affare? La risposta guardando i rendimenti nelle grandi città. I criteri da seguire nella scelta dell’immobile

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Il mercato immobiliare riprende vigore non mostrando criticità a ormai un anno e mezzo dallo scoppio dell'emergenza Covid. L'acquisto per investimento è ancora visto come una buona soluzione per diversificare il proprio portafoglio, essendo un asset con un basso rischio e da valutare con uno sguardo a lungo termine.

Ma come sono i rendimenti reali? Gli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa e relativi al secondo semestre del 2020 mostrano che il rendimento annuo lordo di un bilocale di 65 mq nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 5,0%, le metropoli che spiccano per avere i rendimenti maggiori sono: Genova e Verona con il 6,2 e il 6,1% %, Palermo con il 6% e al terzo posto Bari con il 5,4%.

Un target, sempre molto apprezzato dagli investitori, è quello degli studenti nonostante siano stati in parte assenti dalle aule durante la pandemia. In questo caso i quartieri vicini agli atenei o con essi ben collegati sono stati i preferiti. Altro aspetto da considerare, il cui peso è aumentato soprattutto dopo la pandemia, è la presenza dei servizi (negozi, supermercati, scuole, ecc) all’interno dei quartieri. Questi elementi consentono di valutare l’acquisto per investimento nell’immediato. Ma c’è anche chi decide di investire sul mercato immobiliare scommettendo sul futuro. E in tal caso ad essere interessate sono le aree sottoposte ad interventi di riqualificazione e che hanno in sé tutte gli elementi per potersi rivalutare. Si potrebbe per esempio guardare ai quartieri che saranno serviti da fermate della metropolitana, in particolare quelli più periferici possono arrivare anche rivalutazioni a due cifre.

In genere, chi investe nel settore immobiliare non guarda solo ai rendimenti da locazione, che attualmente sono intorno al 5% annuo lordo, ma anche e soprattutto alla rivalutazione del capitale. Dal 1998 al 2020, limitando l’esame alle grandi città italiane risulta una rivalutazione del 37,1%. Quella che si è rivalutata maggiormente è stata Milano con 103,7%, seguita da Firenze con il 66,0% e Napoli con 64,3%.