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Investimenti: AI in campo come supporto decisionale

29 Ottobre 2025 08:20

Si parla sempre più d’intelligenza artificiale, del suo sviluppo e del suo utilizzo. Anche nel mondo degli investimenti si fa largo come supporto decisionale. Secondo il più recente BG Saxo Investor Forecast, indagine condotta su 1.834 investitori attivi in tutto il mondo sulle piattaforme di BG Saxo e Saxo Bank, a livello globale il 52% degli intervistati la utilizza per analisi, consulenza o gestione di portafoglio.

Ma vediamo nel dettaglio i punti chiave dello studio che si delinea un contesto in cui diversificazione e tecnologia diventano leve strategiche per affrontare i mercati.

AI sempre più centrale nei processi decisionali

Per molti investitori l’intelligenza artificiale sta diventando uno strumento stabile di supporto decisionale. A livello globale, oltre la metà degli intervistati (52%) dichiara di utilizzare l’AI nel proprio processo d’investimento e il dato cresce tra le fasce più giovani: il 63% degli investitori tra i 18 e i 45 anni impiega l’intelligenza artificiale, contro il 53% dei 46–60enni e il 38% degli over 60.

Per l’Italia, l’utilizzo dell’AI è in espansione. Dal sondaggio emerge, infatti, il 37% degli investitori la utilizza regolarmente, soprattutto per analisi di mercato, lettura delle notizie e consulenza sugli investimenti, con un uso crescente anche in previsione e gestione del portafoglio. Con differenze generazionali evidenti. Il 52% degli under 45 che impiega strumenti di intelligenza artificiale (contro il 41% dei 46–60enni e il 25% degli over 60), ma il dato più interessante riguarda il divario di genere: le donne italiane superano gli uomini nell’adozione dell’AI (46% vs 37%), segnalando una maggiore apertura verso le tecnologie emergenti e un approccio più evoluto alla gestione degli investimenti digitali.

“Il quadro che emerge dalla ricerca conferma come il mondo degli investimenti stia vivendo una trasformazione profonda, guidata da nuove generazioni di risparmiatori più informati, digitali e sensibili all’innovazione. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una leva destinata a incidere sempre di più sulle decisioni d’investimento, utilizzata per ricevere supporto previsionale e decisionale”, dichiara Gian Paolo Bazzani, ceo di BG SAXO.

Prospettive di mercato: fiducia globale, cautela locale

Per quanto riguarda le prospettive di mercato: il motto sembra essere “fiducia globale, cautela locale“. Nel dettaglio, la fiducia degli investitori nei confronti dei mercati è misurata su una scala che va da –2 (“Forte diminuzione”) a +2 (“Forte aumento”), con 0 che indica “Nessun cambiamento”: il sentiment registra +0,26 per le azioni internazionali, +0,14 per gli Stati Uniti e +0,03 per i mercati domestici, confermando un chiaro effetto “distanza”: più ci si allontana dal proprio mercato di riferimento, maggiore è l’ottimismo.

In Italia, gli investitori si mostrano leggermente più ottimisti sulle azioni locali (FTSE MIB, +0,08), maggiore prudenza rispetto agli Stati Uniti (+0,09) e fiducia elevata verso i mercati globali (+0,24). La propensione a diversificare e a guardare oltre i confini nazionali rimane quindi un elemento chiave della strategia degli investitori, anche in un contesto di incertezza economica e geopolitica.

Giovani positivi sui mercati globali, donne più prudenti. Nelle aspettative sui mercati, emerge il divario generazionale. A livello internazionale, il sentiment degli under 45 si attesta a +0,38 per i mercati globali, +0,26 per gli Stati Uniti e +0,04 per i mercati domestici; di contro si registra un atteggiamento più prudente delle fasce mature: +0,18 / +0,11 / –0,02 tra i 46–60 anni; +0,23 / +0,06 / +0,07 oltre i 61 anni.

Diversificazione come leva strategica

Un altro importante spunto è legato alla diversificazione come leva strategica. A livello globale, quasi un quarto degli investitori (23%) dichiara di voler ampliare l’esposizione a nuove regioni, settori o classi di attività nei prossimi tre mesi: è un segnale chiaro di una crescente consapevolezza verso l’importanza di distribuire il rischio e cogliere opportunità al di fuori dei confini tradizionali.

In Italia, la tendenza appare ancora più marcata. Un investitore su quattro (25%) prevede di ampliare la diversificazione nei prossimi mesi e, anche qui, lo slancio è evidente soprattutto tra le fasce più giovani: è intenzionato a diversificare il 34% degli under 45 contro il 27% dei 46–60enni e il 17% degli over 60. Guardando al dato di genere, invece, l’Italia inverte l’andamento rispetto al dato globale: sono gli uomini, infatti, a mostrare un maggiore orientamento verso la diversificazione.