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Intesa Sanpaolo sottovalutata, in arrivo bella sorpresa per azionisti e mercati

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In serbo sorprese positive per gli azionisti di Intesa SanPaolo. In attesa dei risultati di bilancio 2019 della banca guidata da Carlo Messina, che saranno resi noti il prossimo 4 febbraio, gli analisti di Bloomberg Intelligence scrivono in un articolo che è possibile che gli analisti abbiano sottovalutato le potenzialità dei suoi dividendi.
Punti di forza di Intesa SanPaolo sono, infatti, un “solido CET1 ratio (14,2%) e un elevato payout”. Viene ricordato che gli analisti hanno tagliato le stime sui dividendi del 2021 del 20%, a 17 centesimi, condizionati dalle sfide in cui si è imbattuto, lo scorso anno, il fatturato del gruppo. Ricordiamoci a tal proposito che, nel 2019, Intesa SanPaolo è stato il titolo più scambiato di tutta Piazza Affari.

Bloomberg Intelligence fa notare che i dividendi di Intesa sono strettamente collegati alla traiettoria dei suoi utili netti, e che è improbabile che la banca si discosti dai suoi obiettivi di payout già prefissati.
Ora, il consensus degli analisti, in generale, prevede una flessione dei dividendi a 17 centesimi, nel 2021, rispetto ai 20 centesimi del 2018. Si tratta di un valore inferiore ai 24 centesimi per il 2021 che il piano strategico di Intesa SanPaolo lascia presagire, stimando utili netti per 6 miliardi di euro per quell’anno, rispetto a un outlook di 4,1 miliardi.

Consensus vede dividendi meno generosi

Bloomberg ritiene tra l’altro possibile che le commissioni, i costi e gli accantonamenti possano essere superiori a quanto atteso dal consensus e che gli utili netti del 2021 possano avvicinarsi a quota 5 miliardi, suggerendo dividendi più alti.
Viene ricordato che, dall’inizio del 2019 le stime sui dividendi di Intesa relativi al 2021 e il 2021 sono state tagliate dal consensus rispettivamente del 10% e del 20%.
“Di conseguenza, sospettiamo che il rischio di ulteriori downgrade sia limitato, con una sorpresa al rialzo più probabile. Le aspettative su una compressione dei dividendi possono essere attribuite in gran parte ai downgrade sull’NII (net interest icome, margini di interesse), con i livelli correnti che appaiono più realistici – si legge nell’articolo di Bloomberg – Il CET 1 ratio rimane al di sopra dell’obiettivo del management pari al 13% e la generazione di capitale dovrebbe essere sufficiente a finanziare una crescita dei prestiti a bassa cifra singola, nonostante l’elevato payout ratio“.
Da segnalare che i rating buy sul titolo viaggiano ai minimi dall’inizio del 2014. In particolare, tra gli analisti che coprono il titolo Intesa Sanpaolo risulta pari ad appena il 23,3% la percentuale degli esperti positiva sul titolo (giudizio Buy); il 46,7% ne raccomanda il mantenimento in portafoglio (Hold) e 9 analisti (30%) dicono Sell.
Rispetto a un anno fa i Buy sono scesi molto (erano pari al 50% a gennaio 2019). Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisti è di 2,41 euro, ossia solo poco superiore ai valori attuali in borsa di Intesa.
I buy si affolleranno dopo la sorpresa positiva stimata da Bloomberg Intelligence?
“Il consensus suggerisce che il dividendo di Intesa sia insostenibile, e che il vantaggio della banca in termini di dividendi rispetto alle rivali italiane ed europee sia destinato a diminuire – si legge ancora nell’articolo – Le previsioni indicano che la differenza tra Intesa e l’indice Stoxx 600 Banks Index in termini di dividend-yield, ovvero di rapporto tra dividendi e prezzo, scenderà nel 2021 all’1% dal 3% del 2019.
Diversa l’opinione di Bloomberg Intellicence che scrive che, “presupponendo per il 2021 utili netti per un valore di 4,5-5 miliardi di euro, rispetto al consensus di 4 miliardi – con aiuti che arriverebbero dal portafoglio di investimenti e da poste migliori delle attese in altri settori – il dividend yield di Intesa del 2021 dovrebbe salire all’8-8,5%.
Da segnalare che le banche europee che presentano il dividend-yield più alto, stando al consensus, sono ABN Amro e Natixis, scambiate in corrispondenza di un yield del 9% per il 2021″.