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Intesa Sanpaolo: secondo trimestre rischia di compromettere target 2019, ma è in arrivo maxi-accordo su UTP

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Intesa Sanpaolo, come di consueto, apre l’earning season delle banche italiane. A metà giornata la maggiore banca italiana per capitalizzazione in Borsa diffonderà i numeri del secondo trimestre 2019 e subito dopo il ceo Carlo Messina si confronterà con gli analisti nella conference call in programma alle ore 15.00. Focus sulle performance a livello di utili, ratio patrimoniali ma anche possibili novità sul fronte derisking. Oggi infatti potrebbe arrivare il via libera alla cessione a Prelios della gestione delle inadempienze probabili, i cosiddetti UTP (Unlikely To Pay), mossa già preannunciata nei mesi scorsi da Carlo Messina come una delle priorità per il 2019.

Cosa attendersi dai conti, obiettivo utile 2019 potrebbe diventare più difficile

Intesa Sanpaolo dovrà cercare di confermarsi sulla strada giusta per rispettare l’obiettivo di riportare sull’intero 2019 un utile in crescita rispetto agli oltre 4 miliardi di euro di profitti riportati nel 2018 sotto la spinta della crescita dei ricavi, la riduzione dei costi operativi e un’ulteriore diminuzione del costo del rischio.
Il consensus degli analisti stilato da Bloomberg vede l’utile netto trimestrale di Intesa a 908 mln (range stime da 885 a 950 mln), in calo dai 927 mln del 2° trim ’18. I ricavi sono visti invece a 4,31 mld; accontonamenti per perdite su prestiti a 566 mln.

Il primo trimestre 2019 aveva visto l’utile netto attestarsi a 1,050 miliardi di euro, con margine di intermediazione di 1,756 miliardi, costi operativi per 2,204 miliardi.
Secondo Bloomberg Intelligence il CET1 dovrebbe mantenersi in linea con il livello del 13,5%.

L’annuncio sugli UTP arriverà oggi?

Da mesi Intesa Sanpaolo sta considerando opzioni strategiche riguardanti i crediti classificati come inadempienze probabili e in tale ottica ha firmato un accordo non vincolante con Prelios, cui ha concesso un periodo di negoziazione esclusiva per la possibile costituzione di una partnership strategica finalizzata all’ottimizzazione della gestione delle posizioni UTP. Stando a quanto riportato ieri da Repubblica, l’annuncio sugli UTP potrebbe arrivare quindi oggi e Intesa Sanpaolo affiderà per 10 miliardi di euro di valore lordo a Prelios, 3 in cessione e 7 da gestire con un contratto decennale. Prelios, nata negli anni ‘90 come Pirelli Real Estate e poi scorporata specializzandosi nel recupero crediti, è adesso controllata dal fondo Usa Davidson Kempner. L’operazione, sempre stando a quanto anticipato ieri da Repubblica, sarebbe focalizzata sulle esposizioni verso piccole e medie imprese, le più difficili da gestire per le banche in questo contesto di tassi e richieste regolamentari. Intesa Sanpaolo cedrebbe con cartolarizzazione di titoli circa 3 miliardi di crediti a Prelios. Le tranche potrebbero essere quattro, con la banca venditrice a sottoscrivere le due meno rischiose (senior e mezzanino) e l’azionista Usa proprietario al 100% di Prelios a rilevare junior e junior mezzanino, a fronte di un esborso di capitale stimato in 380 milioni. In parallelo la banca darà in gestione altri 7 miliardi di Utp.
Carlo Messina ha rimarcato che per la banca l’operazione non impatterà sulla redditività. A fine marzo 2019 gli Utp del gruppo Intesa risultavano pari a 14 miliardi, coperti al 33% circa, quindi con un valore contabile di 67 su 100. La cessione permetterebbe alla banca di raggiungere in largo anticipo l’obiettivo di qualità creditizia del piano 2018-2021.

Analisti rimangono freddi sul titolo

Tra gli analisti che coprono il titolo Intesa Sanpaolo risulta pari al 31,3% la percentuale degli esperti che punta sul titolo (giudizio Buy), il 50% ne raccomanda il mantenimento in portafoglio (Hold) e 6 analisti (18,8%) dice Sell. Rispetto a sei mesi sono scesi i Buy (che erano pari al 50% prima della diffusione dei conti 2018) e invece aumentati i Sell (sei mesi fa solo un analista consigliava di vendere). Il prezzo medio indicato dagli analisti è 2,27 euro con quindi un potenziale upside ddel 15% rispetto ai prezzi attuali. La percentuale di Buy su Intesa risulta la più bassa da inizio 2014.