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Intesa Sanpaolo ruggisce a +3% sul Ftse Mib nel giorno della disfatta di Unicredit, titolo all’attacco dei 2 euro

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Accelerazione a fine giornata per Intesa Sanpaolo che veleggia nelle posizioni di testa del Ftse Mib con un balzo del 3,2% a 1,99 euro. Si tratta dei nuovi massimi a quasi 9 mesi per Intesa che non vede quota 2 euro dalle prime sedute del mese di marzo. Il rally arriva nel giorno in cui a Piazza Affari tiene banco la debacle di Unicredit, arrivata a cedere il 9% sulla notizia dell’addio di Jean Pierre Mustier che lascerà la banca a fine mandato (aprile 2021).

Sulla maggiore banca italiana non c’è invece nessuna notizia in particolare. Si attende di vedere se arriverà il semaforo verde Bce al ritorno del dividendo per le banche nel 2021 e quali condizioni verranno proposte. L’istituto guidato da Carlo Messina potrebbe riservare una cedola molto generosa con payout nell’ordine del 75% e un yield tra il 6 e il 7%.

Intanto indiscrezioni stampa di ieri vedono Intesa Sanpaolo propensa a rivedere la partnership sugli NPL avviata con Intrum a fine 2018. Alla base della possibile revisione degli accordi ci sarebbe una non piena soddisfazione relativamente alla gestione delle attività e la volontà, da parte di Intesa, di razionalizzare la gestione degli NPE con un unico operatore (ad oggi Intesa ha un accordo con Intrum sugli NPL e con Prelios sugli UTP).

Nel 2018, la piattaforma di Intesa era stata valorizzata circa 500 mln e, insieme alle attività italiane di Intrum, aveva dato vita a Intrum Italy (51% Intrum, 49% Intesa).