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Intesa Sanpaolo convince gli analisti con ritorno stella cometa dei dividendi. Rivisti al rialzo i target price, di BofA quello più ambizioso

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Intesa Sanpaolo in salita anche oggi a Piazza Affari, con il titolo che chiude a 2,09 euro (+1,41%), in linea con l’andamento del mercato anche se leggermente a passo ridotto rispetto agli altri titoli bancari. Gli analisti hanno accolto con corale soddisfazione i conti 2020 diffusi venerdì dalla maggiore banca italiana e a scaldare sono anche le indicazioni sui dividendi. Tra i più positivi sul titolo c’è sicuramente BofA che conferma buy e ha alzato la valutazione su Intesa da 2,5 a 2,9 euro, ossia il 39% circa sopra i livelli attuali ritenendo che i forti accantonamenti ante-imposte (6,3 miliardi di euro) per coprire eventuali costi legati a uscite volontarie, crediti deteriorati e copertura sui prestiti rappresentano una sorta di polizza utili futuri più corposi. BofA ha così alzato le stime di EPS del 29% per il 2021 e del 10% per il 2022.

Anche Equita conferma il giudizio positivo con raccomandazione buy e target alzato a 2,5 euro. Barclays dedica un report a quello che è uno dei suoi titoli preferiti tra tutte le banche europee, sottolineando che la banca sulla cui azione ha un rating “overweight” con target price a 2,40 euro, è “ready for dividend delivery”, ovvero è pronta per la distribuzione dei dividendi. Nel medio termine, spiegano dalla banca britannica, la possibile rimozione del divieto di erogare i dividendi rappresenterà l’elemento catalizzatore più importante.

Credit Suisse indica outperform con target price a 2,5 euro. Supponendo che Intesa sia autorizzata a pagare l’intero dividendo 2020 e un interim il il 2021, il dividendo del prossimo anno potrebbe essere di 0,19 euro, pari a un rendimento del 9,4%. “La diversificazione del business model ha, ancora una volta, fornito supporto in un contesto di tassi più bassi e consideriamo l’integrazione verticale delle sue attività come un elemento chiave di differenziazione che porta a a traiettoria di crescita sostenibile”, rimarca Credit Suisse.