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Intesa Sanpaolo affossata da parole Messina, dividendo solo se PIL risalirà

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Mercoledì in crescente affanno per Intesa Sanpaolo, peggior titolo bancario con oltre -3% a 1,424 euro. All’umore negativo che caratterizza l’intero settore bancario, per Intesa si aggiunge l’effetto delle parole del suo ceo Carlo Messina. Nell’intervista concessa al quotidiano Repubblica, il banchiere lega la possibilità del ripristino del pagamento del dividendo (sospeso fino a inizio ottobre in seguito alla raccomandazione Bce per tutte le banche, ndr) a come si riprenderà il PIL italiano. “Se la riduzione del Pil italiano tenderà ad avvicinarsi a zero nella seconda parte dell’anno, con prospettive positive per l’anno prossimo, Intesa Sanpaolo sarà in grado di pagare il dividendo proposto agli azionisti – sottolinea il ceo – Se poi mi chiede quante banche in Europa saranno in grado di farlo, le dico che saranno poche: ma noi siamo leader in Europa per solidità patrimoniale”.

La possibilità che il dividendo non salti dipende anche dal placet della Bce. Intesa Sanpaolo aveva in programma la distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, pari 19,2 centesimi di euro per azione.

Messina ha parlato anche del’OPS su UBI, ribadendo che con il nuovo scenario causato da Covid-19 l’operazione “è più che mai valida e sarà il mercato a stabilire ciò che è meglio per Ubi”.