Inflazione UK “hot” a luglio, ma è solo primo test per BoE. Occhi su effetto Oasis
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Mentre i successi degli anni ’90 “Wonderwall” e “Don’t Look Back in Anger” tornano a scalare le classifiche in UK con il ritorno degli Oasis in tour, l’inflazione nel Regno Unito sale oltre le attese a luglio. Secondo i dati diffusi dall’Office for National Statistics, i prezzi al consumo sono aumentati su base annua del 3,8% rispetto al 3,6% di giugno, al ritmo più rapido da gennaio 2024. La ripresa, prevista dalla Bank of England (BoE), è stata trainata dalle tariffe aeree, dagli hotel e dai carburanti.
“L’inflazione nel Regno Unito è risultata superiore alle attese sia sul dato headline che core/servizi, andando nella direzione di confermare l’atteggiamento attendista che probabilmente la BoE assumerà nelle prossime riunioni”, commentano gli strategist di Mps Capital Services.
L’inflazione Uk a luglio: i dettagli
Nel mese di luglio i prezzi al consumo nel Regno Unito hanno evidenziato una crescita mensile dello 0,1% dopo il +0,3% di giugno. Su base annua, l’inflazione è salita al 3,8%, oltre la passata lettura pari a +3,6% e oltre le previsioni degli analisti pari al 3,7%, mentre il Cpi core (che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia) ha registrato anche in questo caso una piccola accelerazione superiore alle aspettative, dal 3,7% al 3,8%. L’inflazione dei servizi, un indicatore chiave monitorato dalla BoE, è salita dal 4,7% al 5%, oltre le stime degli economisti pari a +4,8%.
La reazione della sterlina
La sterlina si è rafforzata questa mattina dopo il dato sull’inflazione nel Regno Unito di luglio superiore alle aspettative. La Bank of England (BoE) ha segnalato nell’ultima riunione una crescente preoccupazione per l’inflazione, prevedendo un picco del 4% a settembre. “Un rialzo dell’inflazione che la BoE ha messo in conto già da diverso tempo così come le aspettative per un ritorno verso il 2% nel corso di quarto trimestre di quest’anno”, conferma David Pascucci di XTB.
Anche da ING invitano a una lettura attenta di questo dato. “La sterlina è in rialzo questa mattina, con l’inflazione dei servizi nel Regno Unito di luglio balzata al 5% su base annua dal 4,7%, al di sopra delle aspettative del mercato del 4,8%. In apparenza, questo sembra supportare la posizione della Banca d’Inghilterra, che raccomanda molta cautela riguardo a ulteriori tagli dei tassi. Tuttavia, il nostro economista britannico, James Smith, osserva che l’aumento dell’inflazione dei servizi è stato in gran parte trainata dalle tariffe aeree, una componente che preoccupa meno la Banca d’Inghilterra in termini di pressione inflazionistica complessiva – avverte la banca olandese nel report di oggi sul mercato forex – La Banca d’Inghilterra è maggiormente preoccupata per l’inflazione dei prodotti alimentari, che non è cambiata molto nel comunicato odierno”.
Se le tariffe aeree sono aumentate, i prezzi degli hotel sono rimasti sorprendentemente stabili, nonostante il tour degli Oasis. “L’inflazione nel Regno Unito è stata indubbiamente elevata a luglio, ma come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli – avvertono ancora da ING – Essendo trainata principalmente dalle tariffe aeree, la Banca d’Inghilterra probabilmente non se ne preoccuperà troppo”.
Secondo le previsioni degli economisti della banca olandese, un taglio dei tassi a novembre diventa più incerto, sebbene rimanga il loro scenario di base.
Mosse BoE
Le mosse future della BoE restano in primo piano. Dopo il complicato voto del meeting dello scorso 7 agosto, gli operatori hanno ridotto le loro scommesse su futuri tagli dei tassi. Alcuni funzionari britannici hanno, infatti, messo in guardia dal rischio di effetti di secondo impatto su salari e prezzi, mentre i consumatori cercano di recuperare il potere d’acquisto perso.
“E’ la BoE che deve affrontare la sfida più grande tra le principali banche centrali, essendo molto preoccupata per la fragilità delle dinamiche di mercato del Regno Unito”, avverte Andrew Jackson, head of investments di Vontobel, nel report dal titolo “Banche centrali si presentano a Jackson Hole con sfide divergenti: quali saranno le prossime mosse“. “Da un lato, il governatore Andrew Bailey e il suo team temono che un ritardo nell’abbassamento dei tassi possa frenare la crescita economica; dall’altro, rimangono cauti riguardo alle pressioni inflazionistiche, dato che l’inflazione nel Regno Unito è ancora lontana dall’essere sotto controllo”, conclude.
Effetto Oasis?
Inflazione e musica tornano in primo piano anche nel Regno Unito, proprio come era successo in occasione del tour mondiale della pop star americana Taylor Swift per la quale era stato coniato il termine “Swiftnomics”. Oggi è il ritorno degli Oasis e il loro tour che potrebbe peggiorare l’inflazione nel Regno Unito, complicando una situazione già difficile che ha diviso la Banca d’Inghilterra. In un articolo di Bloomberg News della scorsa settimana dal titolo “Will Oasis Worsen UK Inflation Woes? Definitely Maybe“, alcuni economisti pongono l’accento sul fatto che i concerti sold-out della band britpop degli anni ’90 di questo mese potrebbero far aumentare l’inflazione di ben quattro punti base ad agosto. “In ogni caso qualsiasi effetto sarà temporaneo e limitato ai dati di luglio e agosto, poiché il tour si sposterà in Nord America a settembre, prima di tornare a Londra”.
James Rossiter, responsabile della strategia macroeconomica globale di TD Securities, ha affermato sempre a Bloomberg che i concerti degli Oasis e il Fringe Festival “hanno esercitato un’enorme pressione al rialzo sui prezzi degli hotel a Edimburgo”. “È importante sottolineare che Edimburgo ha un peso limitato nell’indice Cpi alberghiero”, ha affermato Rossiter e ha aggiunto: “in un certo senso, se i prezzi restano a questi livelli, questo potrebbe aumentare temporaneamente l’inflazione complessiva del Regno Unito di circa 3-4 punti base ad agosto”.