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Inflazione UE supera target Bce a maggio, impennata dettata da energia e viaggi

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Nel mese di maggio l’indice dei prezzi al consumo della zona euro, come rivela Eurostat, segna +2% su base annua rispetto al +1,9% atteso e al +1,6% precedente.
Il dato core passa da +1,7% precedente a +0,9% come da attese.
L’inflazione nei 19 paesi dell’area euro è stata sospinta al rialzo dai maggiori costi energetici e viaggi ai livelli più alti dalla fine del 2018 e al di sopra dell’obiettivo della BCE di “sotto ma vicino al 2%”. Le attese sono che l’accelerazione dell’inflazione continui nei mesi successivi con picchi vicini al 2,5% alla fine dell’anno in scia alla forte ripresa dalla doppia recessione indotta dalla pandemia. Sull’impennata dell’inflazione pesano i recenti aumenti dei prezzi delle materie prime.

La Bce ha già chiarito che questo non è il tipo di inflazione che sta cercando, quindi la politica rimarrà accomodante. Le attese sono che l’inflazione sia temporanea e i driver della crescita dei prezzi svaniranno all’inizio del prossimo anno, soprattutto perché la crescita dei salari, una componente necessaria dell’inflazione durevole, rimane anemica. L’aumento dei prezzi del petrolio maschera anche le deboli tendenze sottostanti e l’inflazione per i servizi e i beni durevoli, misure più significative per i banchieri centrali, rimangono deboli.

La Bce si riunirà giovedì 10 giugno e le attese sono di un mantenimento della politica estremamente accomodante.