Inflazione: Confesercenti, accelerazione dovuta ad energetici più che a ripresa domanda
L'inflazione torna a salire segnando il dato più alto dal 2013. I dati Istat evidenziano un progresso annuo dell'1%. La decisa accelerazione è dovuta "più all'aumento dei prezzi dei beni energetici che ad una ripresa della domanda interna", rimarca l'Ufficio Economico Confesercenti.
"La causa principale della ripresa dell'inflazione rilevata a gennaio dall'Istat è infatti di natura esterna - prosegue Confesercenti - il superamento della fase di contrazione dei prezzi delle materie prime energetiche è sufficiente, in assenza di un ruolo delle componenti interne, a riportare la variazione dell'inflazione in campo positivo. L'aumento del prezzo degli energetici sui mercati internazionali produce, infatti, effetti trasversali su molti altri settori: trasporti, abitazioni, energetici regolamentati. In realtà l'inflazione di fondo, cioè quella al netto di tutte queste componenti, arretra di un decimale, passando dallo 0,6% registrato a dicembre allo 0,5% di questo mese, segnale di una domanda interna ancora debole. Neanche i saldi di fine stagione, in questo senso, pare stiano riscaldando i consumi".
"La causa principale della ripresa dell'inflazione rilevata a gennaio dall'Istat è infatti di natura esterna - prosegue Confesercenti - il superamento della fase di contrazione dei prezzi delle materie prime energetiche è sufficiente, in assenza di un ruolo delle componenti interne, a riportare la variazione dell'inflazione in campo positivo. L'aumento del prezzo degli energetici sui mercati internazionali produce, infatti, effetti trasversali su molti altri settori: trasporti, abitazioni, energetici regolamentati. In realtà l'inflazione di fondo, cioè quella al netto di tutte queste componenti, arretra di un decimale, passando dallo 0,6% registrato a dicembre allo 0,5% di questo mese, segnale di una domanda interna ancora debole. Neanche i saldi di fine stagione, in questo senso, pare stiano riscaldando i consumi".