In carcere per bancarotta il sondaggista Crespi
Con il gruppo da lui fondato, Hdc-Datamedia era diventato il sondaggista preferito di Silvio Berlusconi e la sua abilità nella comunicazione lo aveva portato all'ideazione del "contratto con gli italiani", strategia vincente nell'ultima campagna elettorale per le elezioni politiche. Ora però è la stessa Hdc ad averlo trascinato in carcere. Con un provvedimento preso ieri il gip Marina Zelante, nell'ambito dell'inchiesta in corso da 18 mesi per la bancarotta da 22 milioni di euro del gruppo da lui fondato, ne ha disposto l'arresto per una doppia esigenza cautelare. La prima, il pericolo di reiterazione del reato in quanto Crespi, accusato di aver distratto dalle casse di Hdc 15 milioni di euro, avrebbe "costituito dopo il fallimento altre società operanti in settori analoghi, Ekma ricerche e Cl&Ci srl, che di fatto gestisce per il tramite di prestanomi non implicati nel fallimento". La seconda, il pericolo di inquinamento delle prove: dapprima tra aprile e maggio, quando con un misterioso documento promesso a un settimanale e rifilato a un quotidiano nazionale romano, forse per mandare un messaggio ad ambienti berlusconiani, (Crespi è stato il sondaggista-principe di Berlusconi nonchè l'ideatore del "contratto con gli italiani"), Crespi avrebbe evidenziato "la capacità di strumentalizzare gli organi di stampa facendo filtrare notizie non corrispondenti al vero e tali da compromettere l'andamento delle indagini"; e poi ancora pochi giorni fa, "mantenendo contatti con i giornalisti nella speranza di acquisire notizie circa l'andamento delle indagini".