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Immobiliare: crescono gli investimenti nel mercato italiano. Delude l’offerta con case in cattive condizioni

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Dopo il calo nel 2018, dovuto ad una contrazione fisiologica rispetto ad un anno boom come il 2017 e al drastico calo del prodotto di qualità sul mercato, il mercato degli investimenti immobiliari in Italia si stima in ripresa per il 2019, registrando un +8% arrivando a 8,4 miliardi di euro. Così si legge nell’European Outlook 2020 presentato al 27esimo Forum di Scenari Immobiliari secondo cui la crescita continuerà anche nel 2020, portando gli investimenti a nove miliardi.

A trainare questa crescita è la regione Lombardia, indicata come la locomotiva d’Europa, e questo grazie ad una capacità di attrazione di capitali tra le prime nel vecchio continente. Dal 2010 al 2020 si stima un totale di circa 64 miliardi di euro investiti nel settore immobiliare in Italia, di questi il 42 per cento in Lombardia. Per l’anno in corso si stima un ammontare di 5,1 miliardi di euro di investimenti esteri nel mercato immobiliare, concentrati soprattutto nel settore uffici, 42,5 per cento, segue il settore commerciale con il 23,8 per cento degli investimenti esteri totali.

Cresce del 3,8% sul 2018 il fatturato complessivo del mercato italiano quest’anno e così anche gli acquisti nel settore residenziale. In tal caso si contano 670mila compravendite nel 2019, +9,8% rispetto al 2018 e 700mila nel 2020 (+4,5% rispetto al 2019). Stabili le quotazioni nell’anno in corso e solo il prossimo si prevede una lieve ripresa attorno all’1%. L’offerta, dice il report di Scenari Immobiliari, è composta da case in cattive condizioni che la domanda non compra. La domanda immobiliare, anche se in progressivo aumento, è per il sessanta per cento caratterizzata dal “miglioramento abitativo”, per un venti per cento da necessità o passaggio dalla locazione. Mentre per quasi il venti per cento è determinata da investimento, per sé o per i figli.

Il mercato immobiliare italiano – ha commentato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, presentando il Rapporto – non riesce a stare al passo con il ritmo di crescita degli altri Paesi europei. Solo nell’area milanese il mercato immobiliare ha un andamento positivo e allineato alle migliori piazze del continente. Nel resto del Paese esiste un deep market dove il movimento del mercato è sui livelli degli anni di crisi, con piccoli spunti di crescita, e le quotazioni sono in calo costante. Emergono in modo evidente gli effetti del crollo delle nuove edificazioni e delle ristrutturazioni integrali, mentre vanno bene i micro interventi, a scala di appartamento. Se a Milano le case nuove offerte in vendita sono circa il quindici per cento del totale, a Roma meno del cinque. A Bologna, Napoli, Bari e tanti altri capoluoghi il prodotto nuovo è inesistente. Mancano non solo le case, ma anche i prodotti innovativi che oggi la domanda richiede, quali microliving, appartamenti adatti alla locazione. L’offerta è composta da prodotto usato in cattive condizioni e la domanda preferisce non comprare”.