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Il Nasdaq ora annaspa, che fare? Occhio a indici e settori più caldi. Ftse Mib da sprint e Ftse Star per le maratone

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Sono scattate, come da più parti preventivano, delle diffuse prese di profitto sui titoli tecnologici. Ieri sul parterre di Wall Street si segnala il -3% di Apple – protagonista indiscussa delle ultime settimane con capitalizzazione che è arrivata a sfiorare il livello monstre di 2 trilioni di dollari – così come i passi falsi nell’ordine di -3,4% di Netflix, -3,11% di Tesla, -2,14% Amazon e -2,6% Facebook. Tutti titoli che hanno fatto la fortuna degli investitori in questi mesi di crisi Covid.

Nasdaq tira i remi in barca

Il Nasdaq ieri ha segnato un calo dell’1,69%, in netta sottoperformance rispetto al Dow Jones (-0,38%) e S&P 500 (-0,8%).
L’indice tecnologico aveva iniziato a perdere smalto già la scorsa settimana dopo i ripetuti record e la forte sovraperformance rispetto agli altri principali indici. Guardando alle performance da inizio agosto emerge che il Nasdaq segna solo +0,35% rispetto al +4,76% del Dow Jones, miglior indice Usa in questo frangente. Lo S&P 500 si colloca a metà strada con +1,91% considerando che anch’esso risulta fortemente dipendente dai giganti Tech (i big 5 Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet e Facebook contano per oltre il 22% sull’indice). Indicativo anche il saldo a 30 giorni con Nasdaq a solo +1,56% rispetto al +6,19% del Dow Jones e al +2,7% del Ftse Mib.

Ytd gli spread tra indici abissali (oltre 40% tra Nasdaq e Ibex 35)

Da inizio anno ogni confronto è ancora impari con il Nasdaq forte di un sontuoso +20%, seguito a considerevole distanza dall’S&P 500 a +3,19%, segno meno per il Dow Jones a -2,98%. In Europa il DAX conferma una forza relativa a -2,45% rispetto ai cali a doppia cifra di tutti gli altri indici (-13,6% Ftse Mib, -15,7% Cac 40 e addirittura -23,8% l’IBEX 35).
Guardando anche agli indici europei, nella prima settimana e mezza di agosto stanno facendo meglio di Wall Street con Dax, Eurostoxx 50 e Cac 40 a +5% circa. Il Ftse Mib con lo sprint di ieri è arrivato a +6,3%, miglior indice continentale al momento per quanto riguarda agosto. La spinta in più a Piazza Affari arriva essenzialmente dal movimento delle banche, in ripresa nelle ultime sedute dopo le difficoltà degli ultimi mesi.

Focus indici Italia

Volgendo lo sguardo alla sola Piazza Affari, agosto sta segnando una forza relativa proprio del Ftse Mib e dell’indice generale Ftse Italia All Share (costituito dall’aggregazione di tutti gli elementi degli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap), entrambi a oltre +6%, seguiti dal Ftse Italia Mid Cap a +5,2%, mentre il Ftse Italia Star è rimasto indietro a +3,8%.
Da inizio anno i rapporti di forza si capovolgono con proprio il Ftse Italia Star che si è dimostrato il più resiliente segnando solo -2,65% (+47% dai minimi di marzo), seguito a debita distanza da Ftse Mib e Ftse Italia All Share, entrambi a oltre -13 per cento. Fanalino di coda il Ftse IT Mid cap con -14%.
Il Ftse Star in questo 2020 conferma quindi la sua forza relativa: a 12 mesi segna +15% rispetto al saldo piatto del Ftse Mib, mentre a 5 anni il divario è ancora più visibile con quasi +50% del Ftse Italia Star  rispetto a -12% del Ftse Mib.

Borse Ue e i perché del boom di ieri

Per le Borse europee emerge un tentativo di far meglio di Wall Street. Ieri il sentiment spumeggiante sui principali indici è stato trainato da ciclici, banche e value. Boom di buy sull’equity Ue che non trova un motivo preciso dopo che negli ultimi mesi il mercato ha continuato a premiare Wall Street nonostante le maggiori difficoltà a contenere i casi Covid rispetto all’Europa. “E’ come se, improvvisamente, l’azionario europeo si fosse reso conto che il rally dell’euro si è interrotto qualche giorno fa, e che i dati macro sono migliorati parecchio anche in Continente – argomenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr – . Quindi, non c’era motivo per mantenere questa enorme divergenza di performance con gli USA, accumulata nelle ultime tre settimane”. “Naturalmente – prosegue Sersale – l’azionario Eurozone è favorito anche dalla rotazione in corso, disponendo di molti più ciclici e bancari e value, e meno tech e growth”.
Di pari passo la salita dei rendimenti sull’obbligazionario ha offerto un buon assist soprattutto per le banche.