1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Apple punta i 2 trilioni $ e fa felice Buffett. Ma il peso record delle Mega Cap è un’insidia per tutta Wall Street

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Era inizio agosto 2018 quando Apple infranse per la prima volta il muro del trilione di dollari di capitalizzazione. Adesso a distanza di due anni esatti il colosso di Cupertino appare seriamente intenzionato a tagliare il traguardo storico dei 2 trilioni.
Oggi il titolo segna un nuovo balzo dell’1% in area 450 dollari (toccato picco a 455 $, stesso top del 6 agosto) con valorizzazione in area 1,93 trilioni, a circa 4 punti percentuali dalla soglia record di 2.000 miliardi di valore.

L’assist dei conti oltre le attese arrivati due settimane fa ha permesso ad Apple di distanziare Microsoft e Amazon, entrambi fermi a capitalizzazioni di mercato intorno a $ 1,6 trilioni e con cui si contendeva il primato di peso massimo di Wall Street. Un rally di Apple la rende l’azienda più grande al mondo, avendo recentemente superato anche Saudi Aramco in termini di dimensioni.

Cresce attesa per iPhone 12

Oggi sponda al rally da Wedbush che ha incrementato il target sul produttore di iPhone a $515 dai $475 precedenti, con obiettivo $600 nello scenario più bullish rimarcando come un catalyst importante sarà il lancio dell’iPhone 12 a ottobre. “C’è molto carburante rimasto nel serbatoio di Cupertino guardando al 2021”, rimarca Wedbush che ha rating outperform. Reiterato il buy da parte di Deutsche Bank con tp a 480 dollari (dai 440 $ precedenti) che però vede l’impennata del titolo eccessiva considerando che la crescita del fatturato non è realmente accelerata nel tempo e il rapporto prezzo/utili è sopra la media di lungo periodo.

C’è chi teme che corsa titolo sia stata troppo repentina

Settimana scorsa è arrivato il primo downgrade su Apple dal lontano mese di aprile con BofA che ha declassato il titolo a “neutral” da “buy” aumentando però il prezzo obiettivo sul titolo a $ 470 per azione.
In generale tra gli analisti dominano ancora i buy (oltre il 62% del totale). Ma il titolo viaggia sopra il target price medio indicato dagli analisti (429,5$).
Le azioni Apple segnano quasi +100% dal minimo di marzo e, come rimarca Bloomberg Intelligence, la sua valutazione è pari a circa l’85% della capitalizzazione di mercato complessiva dell’intero Indice Russell 2000.

Le dimensioni del produttore di iPhone gli conferiscono un’influenza enorme nel mercato azionario in generale. Ha una ponderazione del 6,5% nell’S&P 500, rendendolo il singolo più grande peso del benchmark negli ultimi 40 anni.  La sua ponderazione nell’S&P 500 ha infatti superato quella di IBM nel 1985, diventando la più grande in 40 anni.
Considerando anche altre 4 Big Tech, – ossia Microsoft, Amazon.com, Alphabet (Google) e Facebook (di queste solo fb è sotto il trilione di dollari di market cap)- si arriva a oltre il 22% dell’indice azionario più famoso al mondo. Le big Tech così come hanno sostenuto la forte ripresa di Wall Street in questi mesi potrebbero esserne la zavorra in caso di sell-off sulla tecnologia.

Buffett sorride

Chi ha guadagnato molto dal rally forsennato di Apple è certamente Warren Buffett, azionista di spicco della Mela Morsicata e che nel solo secondo trimestre la sua Berkshire ha visto aumentare di 27,7 miliardi di dollari il valore della partecipazione in Apple, addirittura più del complessivo aumento di valore di tutte le partecipazioni della finanziaria dell’Oracolo di Omaha.
Nel solo secondo trimestre il titolo Apple è cresciuto del 92 per cento circa.
Sabato il Berkshire ha riportato un utile di 26,4 miliardi di dollari relativo al secondo trimestre, un’inversione di tendenza rispetto alla perdita record di 49,7 miliardi di dollari nel primo trimestre, quando pagò lo scotto del tonfo del mercato azionario provocato dall’epidemia di coronavirus. Nel secondo trimestre dello scorso anno, Berkshire ha guadagnato $ 14,2 miliardi.

I  numeri di Apple e l’appeal tra i piccoli investitori

Sempre nel secondo trimestre, i numeri di Apple diffusi lo scorso 30 luglio, hanno visto un utile netto balzato a 11,25 miliardi di dollari, in rialzo rispetto ai $10,04 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato è salito a $59,7 miliardi dai $53,81 miliardi. Il colosso guidato da Tim Cook ha beneficiato delle forti vendite dell’iPhone SE ad aprile e dai miglioramenti che hanno interessato i mesi di maggio e giugno rispetto a quello di aprile, grazie all’allentamento delle misure di lockdown. Allo stesso tempo, il COVID ha avuto un impatto negativo, in generale, sugli iPhone e sulle categorie di dispositivi indossabili a causa della chiusura dei negozi, così come sui prodotti assicurativi Apple Care. Il colosso ha annunciato anche un piano per procedere a uno split azionario nel rapporto 4 a 1, al fine di rendere i suoi titoli “più accessibili a una gamma più ampia di investitori”.