Notizie Notizie Italia Il Decreto Bollette manda al tappeto utility ed energy, profitti e dividendi a rischio

Il Decreto Bollette manda al tappeto utility ed energy, profitti e dividendi a rischio

19 Febbraio 2026 12:20

Utility in cortocircuito a Piazza Affari con il Decreto Bollette. Enel è in calo del 4,19%, A2A del 3,92%, Iren del 3,77%, Terna dell’1,86%, Italgas del 2,38%, Hera del 2,43%, Erg del 5%. Secondo gli analisti, le misure per la riduzione dei costi energetici a famiglie e industrie sono negative per gli operatori energetici (Utility ed Oil) e positive per i settori industriali (in termini di minor costo energia). In particolare, le aziende con un’esposizione alla produzione idroelettrica, eolica e solare potrebbero subire un impatto negativo a causa dei prezzi all’ingrosso più bassi dell’elettricità.

L’ impatto sugli utili

Il Decreto introduce una aliquota Irap addizionale del 2%, per 2 anni, sulle attività di Generazione, Trasmissione e Distribuzione di energia elettrica e Gas, sul teleriscaldamento, sulle attività di intermediazione (retail) di elettricità e gas e sulle attività estrattive (oil segment). La misura potrebbe avere impatti sull’utile nell’ordine del -1.5%/-2% per Enel, A2a, Iren, Hera ed Acea e nell’ordine del -3%-4% per le regolate Terna, Snam, Italgas (per Snam da valutare l’eventuale applicazione solo allo stoccaggio che implicherebbe un impatto <1% dell’utile).

La norma, inoltre,  aumenta il rischio regolatorio anche alla luce della possibilità che la misura venga poi mantenuta nel tempo. Per Eni gli impatti appaiono modesti (minori o uguali all’1% dell’EPS).

Il tema Ets e i margini

L’eliminazione del costo ETS dal processo di pricing degli impianti di generazione a gas se approvata dalla EU in esenzione della normativa sugli aiuti di stato, può portare ad una riduzione dei prezzi all’ingrosso fino a 25-30 €/MWh. La sensitivity ai prezzi energia in Italia a livello di Ebitda è del 3% per Erg, 1,5% per A2A, 1% per Iren e  0,5% per Enel a 10€/MWh di variazione del prezzo wholesale. La  norma prevede un trasferimento di tali costi nelle altre componenti di bolletta per finanziare la misura (con effetto netto positivo sulle bollette retail/industriali).

Quanto allo spalma incentivi (su base volontaria) per gli impianti solari e la possibilità di rinunciare ai contributi residui incassando il 90% del loro valore attuale netto, con la possibilità di implementare il repowering degli stessi e di ottenere incentivi sugli aumenti di produzione realizzati, Equita non ritiene “abbia effetti rilevanti”.

Sono previste inoltre altre misure di bonus sociale per Isee bassi, la riduzione degli oneri per le bionenergie, facilitazioni autorizzative per i data centers, nuove gas releases, rafforzamento del mercato PPA, riduzione oneri di trasporto.

Riteniamo che le misure abbiano quindi 2 ambiti di applicabilità: uno piu’ visibile e nell’ordine di 4-7 €/MWh (interventi sul TTF, ppa, oneri trasporto..) e uno meno visibile ma più impattante e fino a 25-30 €/MWh in caso di approvazione da parte della EU sulle misure ETS.

Quanto a Erg, gli analisti di Barclays stimano che una riduzione di 10 euro per megawatt del prezzo dell’energia in Italia avrebbe un impatto di 0,25 euro per azione (-1,1%) e di 0,02 euro sull’utile per azione (eps). L’Italia incide per il 42% della capacità operativa del gruppo Erg (37% eolico onshore e 4,5% solare) e per i due terzi dell’ebitda.

Le misure del Decreto energia sono penalizzanti in particolare per il settore Utilities ed Energy. Introducono un rischio regolatorio e riducono la visibilità sull’evoluzione dei prezzi energia in ragione dell’incertezza sull’applicazione delle misure ETS. L’esclusione dei diritti CO2 per i generatori CCGT richiede infatti l’approvazione della EU (normativa sugli aiuti di stato) che riteniamo complessa anche in termini di “timing” (le norme ETS si applicherebbero dal 2027)”.

In generale poi sono ora a rischio investimenti, piani industriali e dividendi, soprattutto per le utility

L’impatto sugli industriali

Tra le società industriali, Equita stima un impatto sull’ebitda di Buzzi intorno all’1% (realizza il 14% dell’Ebitda in Italia con la componente elettricità che pesa poco più del 10% della base costi; di  Danieli: la divisione Steel-making 14% dell’Ebitda di gruppo e quasi integralmente basata in Italia, con la componente elettricità che pesa circa l’13% della base costi; su Zignago che realizza il 70% delle sales in impianti basati in Italia.