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Idrogeno pulito, S&P frena: ‘Per le utility UE è ancora un atto di fede’

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Uno studio di S&P Global Ratings si sofferma sul tema dell’idrogeno pulito affermando che è improbabile che la nuova tecnologia dell’idrogeno pulito trasformerà in modo significativo il mercato europeo dell’energia o avrà un impatto dirompente sui modelli di business delle utility almeno fino al 2025 nonostante sia un elemento sempre più importante nella transizione energetica europea e nei piani di ripresa economica.

Gli analisti dell’agenzia di rating sottolineano come siano presenti ancora grandi ostacoli a uno sviluppo su vasta scala dell’idrogeno pulito, tra cui la scarsa competitività dei costi, la tecnologia ancora immatura, il supporto regolamentare insufficiente, l’incertezza sulle dinamiche future della domanda e la mancanza di infrastrutture per la produzione.

S&P ritiene comunque che le utility europee beneficeranno in ultima analisi di un aumento dei settori che utilizzano il clean hydrogen perché questo aumenterebbe in modo significativo la domanda di energia elettrica per produrre idrogeno e assegnerebbe anche un nuovo ruolo alle infrastrutture esistenti nel settore del gas, se verranno adattate per stoccare e trasportare l’idrogeno.

L’Europa punta a un aumento della capacità dell’elettrolizzatore di 40 gigawatt entro il 2030. I paesi dell’Europa occidentale hanno attualmente annunciato piani per investire oltre 32 miliardi di euro in progetti sull’idrogeno nel prossimo decennio.