Notizie Notizie Mondo Guerra Iran scuote i mercati, boom del petrolio a 80$. Violenti movimenti per oro e bitcoin

Guerra Iran scuote i mercati, boom del petrolio a 80$. Violenti movimenti per oro e bitcoin

2 Marzo 2026 08:31

Mercati in grande allerta dopo l’escalation di tensioni in Medio Oriente con l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Spicca soprattutto la fiammata dei prezzi del petrolio con l’Opec già corsa ai ripari annunciando un aumento della produzione di greggio.

Teheran non tratta con Trump

L’attacco all’Iran, iniziato sabato, ha provocato subito la morte del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei. Teheran ha reagito prendendo di mira le basi statunitensi in tutta la regione. Stamattina il conflitto si è acuito ulteriormente con l’attacco di Israele in Libano.

Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran e consigliere chiave del defunto Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato oggi che l’Iran non terrà negoziati con gli Stati Uniti. Larijani ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “ha gettato la regione nel caos con le sue false speranze ed è ora preoccupato per ulteriori perdite tra le truppe americane”.

Borse ko, impennata di petrolio e gas

L’escalation di tensioni sta portando a una reazione nervosa suoi mercati con tutti i risk asset sotto pressione. I future di Wall Street cedono oltre l’1% (-1,3% quello sull’S&P 500 e -1,4% quello sul Nasdaq) acuendo cali evidenziati a febbraio sull’onda dei timori per gli effetti distruttivi dell’intelligenza artificiale.

A spiccare è il balzo del 9% circa dei prezzi del petrolio con Brent in area 80 dollari al barile. L’Iran è il quarto produttore Opec di petrolio, detenendo circa l’11,8% delle riserve globali. Inoltre subito dopo l’attacco statunitense ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz da cui transita buona parte della fornitura globale di petrolio. Secondo l’EIA, nel 2024 circa un quinto delle spedizioni globali di GNL è passato attraverso il corridoio, con il Qatar responsabile della stragrande maggioranza di tali volumi.

E’ subito arrivata la mossa d’emergenza dell’Opec che ieri ha deciso di aumentare la produzione di greggio ad aprile per 206mila barili al giorno.

Ancora più violenta l‘impennata dei prezzi del gas. Ad Amsterdam le quotazioni dell’indice Ttf segnano in avvio un balzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, ai massimi da febbraio 2025.

L’oro scatta oltre 5.400 $

L’escalation geopolitica ha innescato anche un balzo delle quotazioni dell’oro. Il metallo giallo si è spinto stamattina oltre quota 5.400 dollari l’oncia, con un progresso del 3% circa, riavvicinando i massimi storici di oltre 5.595 dollari registrati a fine gennaio.

Tra gli altri asset spicca il nervosismo sul bitcoin: nel weekend dopo l’attacco all’Iran è sceso fino a 63mila dollari per poi risalire velocemente a 68mila dopo la notizia della morte di Khamenei e stamattina invece torna a soffrire in area 65.500.

Tonfo dei titoli delle compagnie aeree

Spicca infine il calo diffuso dei titoli delle compagnie aeree. In Asia Cathay Pacific, Qantas Airways , Singapore Airlines e Japan Airlines segano cali nell’ordine del 5% in scia alla cancellazione di migliaia di voli a causa dell’attacco statunitense all’Iran.

La guerra in Iran ha costretto alla chiusura di importanti hub mediorientali, tra cui Dubai e Doha.