Notizie banche Gli analisti promuovono Unicredit, ma lo shopping può attendere

Gli analisti promuovono Unicredit, ma lo shopping può attendere

10 Febbraio 2026 11:03

Analisti positivi su Unicredit dopo la diffusione dei dati dello scorso anno e del 4° trimestre su livelli record. Morgan Stanley promuove il piano e vede M&A ancora lontano con qualche rischio all’orizzonte, Banca Akros guarda agli effetti fiscali positivi. Barclays rivede le stime al rialzo. Pioggia di buy e di rialzi sul titolo.

I dati, in sintesi

Nel 2025 l’istituto ha battuto le attese del mercato raggiungendo un utile netto di 10,6 miliardi, mentre il RoTE è salito al 19,2%. La banca prevede di distribuire nel complesso ai soci 9,5 miliardi (+6%) di cui 4,75 miliardi in dividendi. In linea i ricavi a 24,5 miliardi e i ricavi netti a 23,9 miliardi, nonostante l’impatto dei minori tassi di interesse.

La banca ha dichiarato di puntare a un utile netto di 11 miliardi quest’anno, dai 10 miliardi attesi per il 2027.

L’M&A

Per quanto riguarda le strategie future, l’ad Andrea Orcel ha parlato di “un’ottima strategia, un ottimo piano e un’ottima esecuzione su base organica”. Parlando nella conference call con gli analisti sulla possibile strategia di M&A, il manager ha ribadito che “le fusioni e acquisizioni effettuate a condizioni adeguate e con la giusta compatibilità strategica possono aggiungere un valore significativo”.

“Questo è l’inizio di una nuova ere per la nostra banca, caratterizzata da possibilità illimitate“, ha sottolineato Orcel.

Secondo Morgan Stanley, “l’M&A come opzione strategica rimane sul tavolo, ma riteniamo che potrebbero non essere immediato, poiché le attuali valutazioni e governance potrebbero non facilitarle in Germania e le sinergie con Alpha possono essere realizzate con l’attuale assetto”.

Geografie e Generali

Quanto alle altre geografie, Orcel ha conferma che la Germania si conferma punto di riferimento per la trasformazione in atto, l’Austria ha evidenziato buone performance ed un “rinnovato slancio”, mentre l’Europa Centro-orientale conferma “efficienza e redditività”. Rispondendo ad una domanda sulla posizione nei confronti di Generali Assicurazioni Ceo ha affermato “è uno dei nostri partner industriali”, con cui “parliamo regolarmente”, ma non c’è “niente altro”. E poi, Orcel ha etichettato come “fantasie” i rumors relativi a contatti con il Leone di Trieste.”

Focus sul titolo

Secondo Banca Akros, Unicredit ha registrato un utile netto superiore al consensus sostenuto anche da un effetto fiscale positivo. Il risultato del periodo è stato influenzato da oneri straordinari per circa 1,4 miliardi di euro a supporto della futura crescita della redditività. L’utile operativo, invece, è risultato in linea con le previsioni.

Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione sul titolo a overweight da equalweight e portato il target price a 95,50 euro, dagli 82,60 euro precedenti.

“Consideriamo il piano un cambiamento radicale nella strategia e nella percezione degli investitori nei confronti di Unicredit, che porterà a significativi miglioramenti del consenso e a un multiplo di valutazione più elevato”, spiegano gli analisti.

Analoga decisione dagli esperti di Equita, con prezzo obiettivo alzato del 4% sulle azioni UniCredit, a 86 euro, e raccomandazione buy confermata dopo revisione al rialzo delle stime. Nel dettaglio, le previsioni 2026-2028 salgono in media del 4% “principalmente per riflettere una dinamica dei ricavi più favorevole e una migliore gestione dei costi operativi, beneficiando degli investimenti e delle iniziative già spesate nel corso del 2025”, sottolineano gli esperti. Per la sim, i numeri della banca sono risultati inferiori alle stime a livello operativo e pre-tasse, ma migliori in termini di utile netto. I risultati sono stati impattati da diverse poste straordinarie riferite principalmente a proventi di negoziazione e oneri di integrazione, in parte compensati da profitti netti su investimenti legati al riconoscimento del badwill derivante dal consolidamento a patrimonio netto delle partecipazioni in CBK e Alpha”.

I rischi sul tavolo

Secondo MS esistono alcuni rischi tra cui la crescita dei prestiti che potrebbe essere ritardata e non concretizzarsi nel 2026 in Italia e nell’Europa centrale, a causa della mancanza di domanda e dei ritardi negli investimenti; la crescita dei volumi nei mercati principali potrebbe portare a una maggiore concorrenza, quindi a una maggiore pressione sui margini rispetto a quanto previsto nelle nostre stime; e, in misura minore, l’assorbimento delle perdite fiscali riportabili a nuovo potrebbe essere più lento a causa di modifiche al trattamento fiscale.

Le stime di Barclays

Barclays ha rettificato l’utile per azione con un aumento medio del +5%. Alla base della decisione due fattori: le rettifiche (che incidono principalmente su NII, utile da negoziazione, utile da investimenti e altri ricavi, ma hanno un impatto neutro sui risultati finali) ; e la migliore guidance su volumi, ricavi e costi rispetto alle nostre precedenti previsioni. “A seguito di queste revisioni delle stime, aumentiamo il nostro utile netto a 88,9 da 79 e confermiamo il nostro utile netto.