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Gestione risparmi: italiani bloccati da paura e scarsa educazione finanziarie. Doris: poca conoscenza di strumenti quali Pac e Pir

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Il 52% dichiara di scegliere il “fai da te” nella gestione dei risparmi e domina tra le famiglie una spiccata prudenza che porta ad accumulare soldi sui conti correnti. Il 1° Rapporto Euromedia Research – Banca Mediolanum “Gli italiani: risparmio e investimenti” conferma la tendenza degli italiani a essere delle buone formiche nella gestione del denaro, mostrando un’eccessiva incertezza dettata dalla scarsa educazione finanziaria.
Gli italiani si confermato un popolo di risparmiatori prudenti e conservatori, prevalentemente lasciando i soldi sui conti correnti per eventuali imprevisti. Dal rapporto emerge infatti un’identikit del profilo del risparmiatore italiano: prudente, attento, cauto e parsimonioso. Il 59,1% risparmia fino a 500 euro al mese per gli imprevisti. Il 52% del campione dichiara di non avvalersi di nessun intermediario, mentre il 39,2% investe in azioni, fondi o prodotti finanziari, prevalentemente come forma di protezione per il proprio futuro e per quello dei propri figli.

Doris: poca conoscenza di strumenti base, i PIR portano valore ai risparmiatori
“Conoscenza e consulenza, questo il percorso naturale per affrontare il timore degli italiani di fronte alla crisi economica generata dalla pandemia e al futuro che ci aspetta – ha dichiarato Massimo Doris, Amministratore Delegato di Banca Mediolanum. L’incertezza nasce dalla scarsa educazione finanziaria che nel nostro Paese raggiunge una diffusa dimensione significativa e dalla poca conoscenza di strumenti base, come la tutela assicurativa o come la strategia di investimento con ingresso graduale e programmato sui mercati. Conoscenza minima anche dei piani individuali di risparmio (PIR), una forma di investimento che al contempo può portare valore ai risparmiatori retail e convogliare parte del cospicuo risparmio privato verso il tessuto imprenditoriale nazionale, a favore delle nostre Piccole e Medie Imprese, tuttora la spina dorsale del Paese. Il monito che raccolgo da questo rapporto è di spingere l’acceleratore per favorire una maggiore consapevolezza finanziaria dei nostri clienti risparmiatori e imprenditori, in un momento decisivo per il futuro del Paese”.
Dal rapporto emerge anche che gli italiani mostrano interesse per il mondo della finanza e dell’economia (58,3%), tuttavia permane la preoccupazione post-Covid. Il 69% degli intervistati crede che la situazione economica finanziaria e lavorativa del Paese sarà peggiore a fine emergenza sanitaria. Ciò nonostante, la percentuale di chi si dichiara preoccupato per il peggioramento economico nazionale (57,4%) scende, se si considerano ripercussioni a livello personale o familiare (27,8%). Rispetto all’influenza del PNRR sulla propria situazione economica, solo il 21,6% si aspetta effetti positivi.