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Gentiloni: ‘Italia ancora in squilibrio macroeconomico eccessivo, debito non cala’. Su coronavirus attenti al panico

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L’Italia rimane in una condizione di squilibrio macroeconomico eccesivo, con il debito pubblico che continua a non scendere. “In Italia il rapporto debito pubblico-Pil è ancora in aumento, sebbene i piani del governo stiano diventando più compatibili con una riduzione del debito”. Parola del Commissario agli Affari economici Ue, Paolo Gentiloni, ex ministro degli Esteri ed ex presidente del Consiglio.
In condizione di squilibrio macroeconomico eccessivo si trovano anche altri paesi, come Grecia e Cipro. Per la Grecia lo squilibrio è provocato dal permanere di “vulnerabilità molto significative relative a debito pubblico, crediti deteriorati e settore esterno”. Per Cipro, invece, il motivo è rappresentato dalla crescita del disavanzo delle partite correnti.

Altri paesi in squilibrio macroeconomico ma non eccessivo

Se Italia, Grecia e Cipro sono destinate a essere riconfermate come economie caratterizzate da uno squilibrio macroeconomico eccessivo, ci sono nove altri paesi dell’Unione europea che presentano sempre uno squilibrio macroeconomico, ma non eccessivo.

Si tratta, in base alle analisi approfondite del 2020 della Commissione europea, di Germania, Irlanda, Spagna, Olanda, Francia, Croazia, Portogallo, Romania e Svezia. Uno Stato membro dell’Ue, la Bulgaria, viene promosso, uscendo ufficialmente dalla lista, per aver fatto progressi ritenuti sufficienti.
Tornando all’Italia, Gentiloni non poteva non parlare dell’impatto che il coronavirus potrebbe avere sul Pil del paese, riferendosi anche a un altro virus: quello della paura, precisamente del “panico”. Lo stesso ha fatto Unimpresa, mettendo in guardia contro gli effetti dell’allarmismo.
“L’economia italiana, che ha avuto un brutto quarto trimestre del 2019, avrà i suoi andamenti molto condizionati dall’evoluzione della vicenda del coronavirus”, ha detto il commissario italiano. L’impatto sull’economia è “un motivo in più per associare alla priorità assoluta della protezione della salute dei nostri concittadini anche l’impegno a limitare la diffusione di panico, che porta al blocco delle attività economiche anche quando non ritenuto necessario dalle autorità sanitarie”. Detto questo, inutile girarci intorno. Il diffondersi del coronavirus e della malattia da esso causata, ovvero del COVID-19, “avrà certamente un impatto notevole sull’economia mondiale e sull’economia europea”, anche se è prematuro capire la portata delle conseguenze. Nel frattempo, ha insistito Paolo Gentiloni, niente panico, così come niente chiusura dei confini, che sarebbe inutile. Piuttosto, è opportuno un coordinamento tra i paesi Ue per lanciare misure anti crisi“.
“Oggi non si può dire quale sarà l’entità di questo impatto economico; ma certamente ci sarà, e di fronte a questo impatto economico sarà necessario coordinarsi tra i paesi europei per adottare delle misure anti cicliche, come si dice in gergo, cioè che favoriscano l’espansione ed evitino rischi di recessione”.
Gentiloni, che ha parlato in occasione della conferenza stampa con cui è stato presentato il rapporto sul pacchetto invernale del semestre europeo, ha anche affrontato la questione della presunta flessibilità sui conti che potrebbe essere accordata all’Italia, a causa dell’emergenza del coronavirus. In realtà – ha fatto notare – questa flessibilità è già incisa nelle regole.
“Nel nostro Patto attuale di stabilità e crescita sono previste clausole di flessibilità legate a circostanze eccezionali, quindi sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi in quali Paesi e in quali condizioni si potranno utilizzare”, ha detto. Un esempio è quanto è accaduto “durante il terremoto”, quando all’Italia è stata accordata la flessibilità.