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Fusione Mps-Unicredit prende corpo, nuovi rumor su piano Tesoro e future mosse M&A di Mustier in Europa

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Il Tesoro accelera sul dossier Mps e mette in cantiere un maxi-aumento di capitale da 2-2,5 miliardi di euro propedeutico al passaggio della banca senese nelle mani di Unicredit. La ricapitalizzazione, come riportato ieri dall’Ansa, sarebbe totalmente a carico dello Stato andando ad attenuare i rischi legali e fa fronte ai costi di integrazione. Unione tra le due entità che porterebbe a esuberi per circa 6 mila dipendenti.

Il percorso verso l’unione tra MPS, controllata al 68% dal Tesoro, e Unicredit potrebbe subire una brusca accelerazione anche se la posizione di Unicredit è sempre stata di chiusura sul fronte M&A. Il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ha più volte ribadito il no a possibili fusioni e sarà importante vedere se la posizione rimarrà tale a margine della presentazione dei conti del 3° trimestre 2020 in agenda il 5 novembre.

Intanto, oggi Il Sole 24 Ore rimarca come l’operazione Mps potrebbe essere accompagnata a breve giro anche da mosse in Europa. la tedesca Commerzbank, secondo rumors di mercato, sarebbe l’ipotesi più probabile, ma tra i potenziali partner per una fusione transfrontaliera c’è anche la francese SocGen.