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Ftse Mib soffre e chiude male: Unicredit senza smalto dopo i conti, Saipem la peggiore con -5%

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Finale di ottava senza smalto per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib segna a fine seduta -1,18% a quota 26.565 punti. In Europa è arrivato il debole dato della Germania, con PIL sceso più delle attese (-0,7% nel quarto trimestre 2021). Sul fronte trimestrali numeri decisamente positivi da Apple, mentre in Italia i conti di Unicredit non hanno scaldato il titolo che ha chiuso a 13,75 euro(-0,19%) dopo una prima parte di giornata in buon rialzo. Nel quarto trimestre del 2021 UniCredit ha riportato una perdita di 1,439 miliardi, leggermente peggio rispetto alla perdita di 1,32 mld indicata dal consensus. Meglio delle attese invece il margine d'interesse a 2,406 mld rispetto ai 2,23 mld del consensus e l'utile operativo a 1,963 mld rispetto a 1,669 previsto dagli analisti. I ricavi totali sono ammontati a €4,43 mld (consensus era 4,2 mld). Confermata la guidance 2022 di utile netto adj sopra i 3,3 miliardi e l'impegno a una remunerazione "significativa" degli azionisti con la proposta di distribuzione di 3,75 miliardi tra dividendi e buyback. Il ceo Andrea Orcel ha rimarcato che la banca ha abbandonato della corsa per la russa Otkritie (si valutava una quota controllo con Ipo) e in futuro valuterà operazioni di M&A solo se non interferiranno con i piani di distribuzione del capitale dei prossimi due anni.

Bene invece Leonardo (+0,97% a 6,56 euro) che prevede di chiudere l’anno con ordini, ricavi ed Ebita nella parte alta della guidance con un Focf pari a circa 200 milioni di euro, circa il doppio rispetto alla guidance originale.

Tra le utility si è mossa bene anche oggi Hera (+1,255) sull'onda lunga del nuovo piano industriale al 2025 che prevede un margine operativo lordo a fine piano di 1,4 miliardi (+277 milioni rispetto al 2020), investimenti industriali e finanziari complessivi per oltre 3,8 miliardi e un dividendo previsto in crescita fino a 14,5 centesimi per azione nel 2025 (+32% rispetto all'ultimo dividendo pagato). Gli utili netti per azione sono stimati anch'essi in aumento del 5,7% medio annuo fino al 2025.

Tra i peggiori di giornata spiccano i titoli della galassia Agnelli (-2,7% Stellantis, -3,3% CNH). In affanno anche i titoli oil con ENI a -1,72% e Saipem addirittura a oltre -5% nonostante il petrolio ha toccato nuovi massimi a 7 anni (il Brent si è spinto oltre i 91 $).