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Ftse Mib completa poker di ribassi, Bce non basta. Crisi nera per Tenaris e Leonardo

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Chiusura ancora in calo per Piazza Affari dopo una seduta ballerina. Il Ftse Mib chiude in calo per la quarta seduta consecutiva dopo essere partito bene e aver poi imboccato la via dei ribassi a metà seduta arrivando a cedere oltre l’1% in area 17.600 punti. Nel pomeriggio i mercati hanno recuperato in parte a seguito delle indicazioni arrivate dalla Bce, pronta ad agire con decisione a dicembre. In chiusura l’indice guida milanese ha ceduto lo 0,14% a 17.872 punti.

Oggi la Bce, in linea con le attese, non ha discusso l’opportunità di agire subito e ha optato per preparare il mercato a un ulteriore allentamento in occasione della prossima riunione di politica monetaria. Lo statement della Bce indica che la riunione di dicembre, che avrà un nuovo ciclo di stime macroeconomiche e che consentirà alla Bce di ricalibrare i suoi strumenti, se necessario, per rispondere alla situazione in corso. Il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha ribadito che a dicembre “tutti gli strumenti verranno ricalibrati, nessuno escluso”.

Intanto continua ad aggravarsi l’emergenza Covid con i dati di oggi in Italia che vedono i nuovi casi schizzare al nuovo record di 26.831. Stamattina la fondazione Gimbe ha rimarcato come l’epidemia sia fuori controllo e servono delle chiusure a livello locale altrimenti un lockdown di almeno un mesi, come deciso ad esempio dalla Francia, sarà inevitabile.

Sul parterre di Piazza Affari spicca il tonfo di alcuni titoli oil, con il petrolio arrivato a cedere oltre il 4% e WTI sotto quota 35 $ per la prima volta da giugno. Tenaris ha così ceduto il 5,85% a 3,828 euro (da inizio anno il titolo segna quasi -62%); Saipem ha ceduto l’1,66% mentre ENI si è salvata (+0,56% a 5,91 euro) risalendo leggermente dai minimi pluriennali a cui era precipitata ieri.

Ennesimo tonfo per Leonardo (-3,32%) che ha toccato i nuovi minimi dal 2013 e portando il saldo 2020 a oltre -60%.

Tra i segni più si segnala l’oltre +2% per Prysmian che ha accolto bene i conti. Prysmian ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con ricavi pari a 7.488 milioni di euro, con una variazione organica del -9,4% rispetto al corrispondente periodo del 2019 (escludendo il segmento Projects).

Tra le banche si segnala il -2,36% di Banco BPM, -1,25% per Bper e -1,33% Intesa Sanpaolo.