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Ftse Mib in caduta libera, minimi da paura per ENI e Leonardo. Solo DiaSorin evita il sell-off da lockdown

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Piazza Affari a picco sui timori per il Covid e per un nuovo lockdown, di fronte al continuo aumento dei contagi. Secondo quanto si apprende dalla stampa, la Francia si appresta a introdurre un nuovo stop nazionale per arginare la diffusione del coronavirus, con un annuncio da parte del presidente Emmanuel Macron previsto questa sera. Anche la Germania sta valutando un lockdown soft a partire da novembre. Lo scenario resta incerto anche per via delle elezioni presidenziali statunitensi del 3 novembre che spingono gli investitori verso il cosiddetto risk-off. In questo contesto difficile l’indice Ftse Mib continua la sua discesa iniziata lunedì, con una nuova pesante caduta che potrebbe proiettarlo verso i 17.500 punti.

Piazza Affari cade ai minimi a 5 mesi

L’indice guida della Borsa di Milano segna una flessione di oltre il 2%, dopo una discesa di oltre il 3%, in area 18.160 punti, sui minimi da fine maggio, infrangendo l’importante supporto collocato a 18.481 punti, che coincide con il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% di tutto il down trend avviato a febbraio 2020. La rottura di questo livello in chiusura aprirebbe a discese verso 17.500 punti. Seduta drammatica anche per le altre Borse europee, con Francoforte e Parigi che lasciano sul parterre il 3%, pesante anche Londra con un -2%.

Nuovi minimi per Leonardo ed ENI

Guardando al listino principale di Piazza Affari, solo DiaSorin riesce a schivare le vendite segnando un progresso di 1 punto percentuale in scia alla corsa del virus. La più colpita è Leonardo che cede il 5%, dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso a un -6,48% a 4,14 euro, sui minimi dal lontano 2013. Da inizio anno Leonardo ha ceduto oltre il 60% del proprio valore, terzo peggior performer di tutto il Ftse Mib.
Saipem cerca di reagire (-1,2%) dopo un avvio in profondo rosso con un tonfo di oltre il 7% nel giorno in cui ha diffuso i conti (Leggi QUI). Non aiuta la nuova flessione del petrolio, con il Wti che va giù del 3,6%, in scia ai timori per la ripresa globale e quindi per la domanda di greggio. Ciò si riflette sull’intero settore energetico, con Eni che cede quasi 3 punti percentuali sotto i 6 euro per la prima volta dal 1996.
L’ondata di vendite su tutta Piazza Affari non risparmia nemmeno le banche. Tra quelli in maggiore difficoltà spicca Intesa Sanpaolo con il titolo della maggiore banca italiana che segna oltre -3% a 1,44 euro. Intesa avvicina così i minimi annui toccati a marzo in area 1,31 euro. In generale tutto il settore bancario europeo perde quota con -2,5% per l’EURO STOXX Banks. Oggi la tedesca Deutsche Bank ha riportato i contanti che evidenziano il ritorno in utile nel terzo trimestre. I conti di Intesa Sanpaolo arriveranno il prossimo 4 novembre. Molto male anche le altre banche del Ftse Mib: -3% per Unicredit, -2% per Banco BPM e Bper.
Male anche Fca (-3%) nonostante abbia annunciato oggi nuovi progressi verso il perfezionamento della combinazione con Peugeot (Groupe PSA) per la creazione di Stellantis, il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi. Le parti prevedono che l’operazione sia perfezionata entro la fine del primo trimestre 2021 subordinatamente alle consuete condizioni di closing previste dal combination agreement.