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Ftse Mib arretra dopo boom di ieri, Saipem giù insieme agli industriali

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Piazza Affari riprende fiato dopo un avvio di settimana in decisa accelerazione. Questa mattina l’indice Ftse Mib viaggia in area 19.012 punti, mostrando una flessione dello 0,77% dopo il rimbalzo di inizio ottava che ha visto il listino principale di Milano salire del 2,47%.

Tra i peggiori del listino milanese due big del settore oil come Tenaris che cede l’1,22% e Saipem che perde l’1,38% in uno scenario che vede il petrolio muoversi in territorio negativo, con il Brent che viaggia sotto la soglia di 43 dollari al barile e il Wti poco sopra i 40 dollari. Ieri il titolo Saipem ha messo a segno un rialzo di circa il 6%. Male anche Unipol che cede circa l’1,77%, e gli industriali come Pirelli (-1,48%) e Leonardo (-1,28%). Sotto pressione anche Fca che perde lo 0,88 per cento. Questa mattina la società da Mike Manley ha raggiunto un accordo con la U.S. Securities and Exchange Commission, la Consob americana, per chiudere l’inchiesta sulle emissioni risalente a inizio 2016. L’intesa prevede il pagamento di una sanzione di 9,5 milioni di dollari. Sempre oggi Fca e il gruppo Psa hanno comunicato la composizione del consiglio di amministrazione di Stellantis, la nuova società risultante dalla loro fusione. Come previsto nell’accordo, annunciato il 18 dicembre 2019, il board di Stellantis sarà composto da 11 membri, con la maggioranza degli amministratori non esecutivi che saranno indipendenti.

Tra i pochi segni positivi quello di Stm e Diasorin che guadagnano rispettivamente lo 0,62% e lo 0,18 per cento.

Il tutto si deve contestualizzare in uno scenario fragile a causa della crisi sanitaria e del rischio politico in vista delle elezioni presidenziali americane. Oggi è previsto il primo dibattito tra il presidente americano Donald Trump e il candidato rivale Joe Biden.
Per quanto riguarda l’Italia, questa mattina il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrerà i capidelegazione al governo delle forze di maggioranza per discutere della Nota di aggiornamento al Def. La Nadef arriverà in Consiglio dei ministri molto probabilmente domani sera. La prospettiva del governo sui conti pubblici è di far rientrare il rapporto debito/Pil al 150% dopo il 157-158% del Pil nell’anno dell’emergenza Covid-19. Il deficit/Pil, dopo il quasi 11% del 2020, dovrebbe scendere attorno al 6%, per rallentare ancora verso il 3% a fine periodo nel 2023. Il motore sarebbe rappresentato da un Pil in rimbalzo verso il +6% l’anno prossimo e destinato a rimanere tonico, sopra il 2%, anche negli anni successivi.