Da motori a tutta alla risacca, cosa succede a Fincantieri? Analisti non hanno dubbi su traiettoria 2026 del titolo
Andando a spulciare la classifica dei migliori performer 2025 del Ftse Mib a primeggiare è Fincantieri con un sonante +140% circa, anche se in verità per quasi la totalità dell’anno ha navigato fuori dall’indice guida di Piazza Affari con il debutto tra le “grandi” che risale al 22 dicembre.
Motore in panne
Ultimamente però la navigazione di Fincantieri in Borsa risulta alquanto burrascosa. Dopo essere arrivato a quasi quadruplicare i propri valori rispetto ai livelli di inizio 2025, con un massimo storico di 26,92 euro risalente al 9 ottobre, la traiettoria si è repentinamente invertita e negli ultimi due mesi e mezzo le vendite hanno avuto la meglio.
Gli investitori hanno tirato i remi in barca con quotazioni scivolate in area 16,6 euro, ossia quasi il 40 per cento sotto i massimi con una capitalizzazione di 5,8 miliardi.
Ieri l’ultimo brusco dietrofront in scia all’emergere di un possibile accordo per porre fine alla guerra in Ucraina che ha innescato le vendite sui titoli legati al settore della Difesa. L’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky sembra infatti aver avvicinato la possibilità di arrivare a un’intesa con i due leader che hanno palesato ottimismo parlando di un accordo “vicino”.
Acquisizione di Xtera passa in secondo piano
Ulteriore dietrofront in Borsa arrivato in corrispondenza con l’annuncio dell’acquisizione Xtera, società che opera nel settore dei progetti di telecomunicazioni sottomarine. Xtera, valutata 65 milioni di dollari, sarà acquisita da una joint venture controllata da Prysmian con una partecipazione dell’80% e da Fincantieri con una partecipazione del 20%. La partnership prevede lo sviluppo di servizi innovativi di installazione e sicurezza per diventare un punto di riferimento unico per soluzioni complete di telecomunicazioni sottomarine. Prysmian e Fincantieri stanno inoltre valutando la possibilità di estendere la partnership ai cavi energetici sottomarini.
“La partnership con Prysmian potrebbe favorire la diffusione delle tecnologie subacquee e senza equipaggio di Fincantieri per scopi commerciali. L’estensione dell’accordo al progetto dei cavi energetici sottomarini avrebbe un impatto molto maggiore grazie alla posizione di leadership di Prysmian nel settore”, commentano gli analisti di Banca Akros.
Nuovo piano e spiegazione di Folgiero su caduta titolo
Il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero a sorpresa ha anche anticipato lo scorso 16 dicembre il varo del nuovo piano industriale, anche se i dettagli che verranno presentati durante un Capital Markets Day previsto a febbraio. In generale il gruppo della cantieristica navale mira ad aumentare la produttività in tutti i segmenti, con focus nel settore della cantieristica navale italiana, la cui capacità dovrebbe raddoppiare.
Il nuovo piano prevede una crescita dei ricavi di circa il 40% entro il 2030 rispetto al 2025. L’ebitda è stimato crescere di circa il 90% nello stesso periodo. Nel dettaglio, il piano indica che i ricavi saliranno da circa 11 miliardi nel 2028 fino a circa 12,5 miliardi nel 2030, con un’espansione delle attività in tutti i segmenti. Il profitto netto è previsto attorno ai 500 milioni nel 2030.
Secondo Folgiero, il balzo in borsa nel 2025 è un risultato “impressionante” dovuto a una chiara strategia interna e all’esposizione al macrotrend della difesa. Folgiero ha anche aggiunto che le ragioni della performance negativa post annuncio piano sono da ricercarsi nella riprogrammazione del pagamento del credito di un cliente, insieme a un calo generale di tutti i principali titoli legati alla difesa.
View degli analisti sul titolo
L’eldorado in Borsa di Fincantieri è quindi finito? I mercati hanno già scontato i forti miglioramenti del gruppo della cantieristica navale, che ha visto lievitare nel corso dell’anno il proprio portafoglio ordini con nuovi importanti contratti di costruzione navale e il rinnovato sostegno governativo al settore della difesa.
In generale tra gli analisti monitorati da Bloomberg prevale l’ottimismo con 6 raccomandazioni di acquisto (60% del totale), 4 analisti dicono invece hold (40%) e nessun sell. Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisi è di 21,75 euro, oltre il 31% sopra i prezzi attuali e non lontano dai massimi assoluti toccati a ottobre.