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Fiat: la trimestrale batte le attese. Utile netto a 1,237 mln, migliora l’indebitamento netto

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Fiat ha tolto il velo agli attesi risultati semestrali, i primi dopo il consolidamento di Chrysler.
Il Lingotto ha archiviato il secondo trimestre con un utile netto pari a 1.237 milioni di euro, beneficiando della plusvalenza atipica derivante dall’acquisizione del controllo della casa automobilistica statunitense, che al netto di svalutazioni di attività immateriali e altri oneri atipici ammonta a 1.058 milioni.
Senza considerare tali componenti atipiche e il relativo effetto fiscale, l’utile netto sarebbe pari a 156 milioni, mentre escludendo Chrysler, l’utile netto sarebbe pari a 76 milioni, in miglioramento rispetto ai 68 milioni registrati un anno fa.
In aumento del 71% l’utile della gestione ordinaria, attestatosi a 525 milioni (375 milioni escludendo Chrysler) in aumento di 68 milioni di euro rispetto al secondo trimestre 2010.
L’indebitamento netto industriale complessivo è stato pari a 3.407 milioni, di cui 979 milioni riferiti alla sola Fiat Spa esclusa Chrysler.
 
I risultati delle divisioni
I marchi di lusso e sportivi hanno beneficiato dei maggiori volumi: Ferrari ha conseguito un utile della gestione ordinaria di 82 milioni, con un aumento di 5 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso e Maserati ha registrato un utile della gestione ordinaria di 9 milioni di euro, rispetto ai precedenti 8 milioni. L’utile della gestione ordinaria dei “Componenti e Sistemi di Produzione” è stato pari a 110 milioni di euro, con un aumento di 46 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Magneti Marelli ha quasi raddoppiato il risultato a 50 milioni di euro (rispetto a 26 milioni di euro) e Fiat Powertrain ha realizzato un utile di 46 milioni di euro (rispetto a 31 milioni di euro).
 
Le aspettative per i prossimi mesi
Fiat, a seguito del consolidamento di Chrysler e del miglioramento dei risultati delle altre attività, ha rivisto al rialzo gli obiettivi per l’anno fiscale in corso. Si stimano ricavi consolidati a oltre 58 miliardi e un risultato della gestione ordinaria di circa 2,1 miliardi. L’utile netto industriale è previsto intorno ai 5-5,5 miliardi circa, con una liquidità che si stima rimanere elevata a circa 18 miliardi.
 
Le stime e la reazione del mercato
In generale, i conti trimestrali hanno battuto le attese degli analisti. L’utile netto era previsto pari a 110 milioni, mentre l’utile della gestione ordinaria era stimato a 485 milioni. Per la sola Fiat Group Automobiles l’utile della gestione ordinaria si attestava a  175 milioni e per Ferrari e Maserati a 95 milioni. L’indebitamento era previsto a 4,64 miliardi. Nonostante i buoni numeri, Fiat a Piazza Affari ha segnato una battuta di arresto. Il titolo della casa torinese in prossimità della chiusura perde il 4,46% a 7,17 euro.