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Ferrari: Crif Ratings alza outlook da stabile a positivo

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Ferrari sotto la lente di Crif Ratings. L’agenzia ha confermato il rating emittente di lungo termine della Rossa di Maranello a ‘BBB+’ e contestualmente ha modificato l’outlook da ‘stabile’ a ‘positivo’. L’outlook positivo, spiegano gli esperti, riflette la capacità di Ferrari di mantenere un profilo finanziario conservativo durante la pandemia da Covid-19 grazie al suo posizionamento in un mercato di nicchia anticiclica, continuando a incrementare la propria quota di mercato nel segmento delle auto di lusso. Secondo l’agenzia, il prestigio e l’appeal del marchio Ferrari supportano la domanda di auto, rafforzando l’immagine e l’esclusività del brand, oltre al già solido posizionamento competitivo. Inoltre, l’outlook riflette le attese di Crif Ratings circa il miglioramento delle performance operative nei prossimi 12-24 mesi combinate con un solido profilo di business, nonostante il contesto macroeconomico globale incerto.
Secondo l’agenzia, Ferrari riuscirà comodamente a gestire i rimborsi di debito previsti nel periodo 2021-2023, pari a 1,7 miliardi di euro (incluso il debito relativo al programma di cartolarizzazione), grazie alle disponibilità liquide pari a circa 2,06 miliardi a fine 2020 (comprese le linee di credito inutilizzate) e ai flussi di cassa attesi al netto dei dividendi. Inoltre, Ferrari presenta un soddisfacente accesso al mercato dei capitali, come confermato dall’emissione di un bond da 650 milioni a maggio 2020. Grazie a questi elementi, proseguono da Crif Ratings Ferrari riuscirà a rimborsare nel 2021 debiti per 890 milioni, di cui 500 milioni relativi al bond in scadenza a gennaio 2021 e 306 milioni relativi al programma di cartolarizzazione revolving dei crediti commerciali in USA. Inoltre, nonostante la ripresa del programma pluriennale di acquisto di azioni proprie con la quarta tranche nel 2021, l’Agenzia ritiene ciò non avrà effetti negativi sulla flessibilità della struttura finanziaria del gruppo.

Per quanto riguarda, invece, la conferma del rating riflette la solidità e la resilienza delle performance operative del gruppo anche durante la pandemia da Covid-19, nonostante la sospensione della produzione per sette settimane nel primo trimestre 2020 e la temporanea chiusura dei concessionari che hanno determinato complessivamente un decremento delle consegne (-10% su base annua a fine 2020).